Sono in tutto 36 i dipendenti della Provincia di Perugia senza ancora un posto di lavoro certo per il futuro dopo la riforma voluta dal governo. Una situazione che però, per loro, potrebbe sbloccarsi entro fine mese come ha assicurato martedì a Perugia l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini nel corso di un incontro con i sindacati (al tavolo anche i presidenti delle due Province) convocato per fare il punto sui ricollocamenti, che riguardano essenzialmente il personale della polizia provinciale: «La notizia positiva – ha detto – è quella arrivata dalla Ministero della funzione pubblica secondo cui il Governo garantirà l’assorbimento di tutti i lavoratori delle Province che non rientrano nelle piante organiche di Comuni e Province e che dunque saranno collocati negli uffici delle amministrazioni periferiche dello Stato presenti nei territori provinciali di riferimento».
Chiudere la partita Secondo quanto riferito dall’assessore entro il 30 settembre «il Governo vuole chiudere l’intera partita e, dopo aver verificato le esigenze degli uffici statali, ci ha comunicato che lo Stato è in grado di assorbire tutti i dipendenti che, appunto entro il 30 settembre, non avranno trovato collocazione nelle piante organiche delle Province o dei Comuni». Per quanto riguarda l’Umbria si parla in tutto di 82 persone, 72 a Perugia e le restanti 10 a Terni: fermo restando il fatto che il quadro, dato che le verifiche di Comuni e Province in vista di ulteriori assorbimenti sono ancora in corso, potrebbe mutare a breve, al momento 25 persone sono rimaste in Provincia e 11 sono state trasferite ai Comuni, mentre a Terni, se saranno superati alcuni problemi, tutti i 10 dipendenti potrebbero avere una collocazione in Provincia e Comuni.
Niente esuberi Se tutto filasse liscio dunque istituzioni, lavoratori e sindacati riuscirebbero a centrare l’obiettivo che si erano prefissi all’inizio di questa lunga vicenda, ovvero riuscire a evitare esuberi. Nonostante le buone notizie, sindacati e presidenti hanno fatto notare come il termine del 30 settembre sia molto ravvicinato e che «con le procedure informatiche attualmente applicate, esso costringerà a un lavoro continuo nei prossimi giorni per trovare la giusta redistribuzione del personale negli enti locali». «Siamo contenti – ha detto Leopoldo Di Girolamo – che nessuno rischia il posto di lavoro, ma abbiamo anche l’esigenza di trattenere un numero minimo di dipendenti per riuscire a garantire quei servizi che sono rimasti in capo alla Provincia». Il documento redatto martedì sarà ora sottoposto ai lavoratori mentre il tavolo tornerà a riunirsi lunedì.
