Si sono dati appuntamento al grido ‘giù la maschera’ rivolto al governo ‘gialloverde’ gli studenti dell’Umbria che si sono uniti a tutti gli altri nelle piazze d’Italia. Hanno detto di essere irca mille, nei cortei dell’Umbria, tra Perugia, Terni, Foligno e Città della Pieve.

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Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola – Rete degli studenti medi Umbria, ha detto: «Chiediamo che questo Governo metta giù la maschera sui fondi in istruzione. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda, ma che allo stesso tempo il ministro dell’Istruzione dica che ‘bisogna scaldarsi con la legna che si ha’, e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull’università. Abbiamo manifestato per ribadire che cambiare il nome e ridurre le ore di alternanza non metterà fine alle esperienze inutili e allo sfruttamento. E i 56 milioni ‘risparmiati’ col taglio delle ore, dove finiranno? Diciamo basta alla propaganda sulla pelle degli studenti». «La manovra ‘Scuole sicure’ – si legge nel comunicato – spaccia per sicurezza l’installazione delle telecamere e i cani antidroga fuori dalle scuole: ma a ‘spacciare morte’ sono gli edifici pericolanti in cui studiamo: soprattutto in una regione a rischio sismico come l’Umbria. A questo si aggiunge anche il decreto Sicurezza di Salvini, che fa leva sull’incertezza delle nostre vite per criminalizzare lo straniero: per noi offende il concetto stesso di cittadinanza. No al razzismo mascherato da legge». Lorenzo Gennari, coordinatore di Sinistra universitaria – Udu Perugia, continua: «Il Governo per mesi ha fatto esclusivamente propaganda sull’università, come quando fu annunciato l’abolizione del numero chiuso alle università. Mai un parere degli studenti, mai una proposta concreta, mai un confronto con i rappresentanti eletti del Cnsu. Servono investimenti consistenti, l’università deve diventare libera e accessibile per tutti, serve che si torni a mettere come priorità il diritto al futuro dei giovani». «Nella giornata internazionale del diritto allo studio  – si legge ancora dalla nota – gli idonei non beneficiari sono ancora una triste realtà, così come un’altissima contribuzione universitaria e il calo delle iscrizioni alle università di Centro e Sud. Ogni anno inoltre, come studenti delle superiori, paghiamo migliaia di euro in libri, trasporti, materiale. Chi non li ha, lascia la scuola: sono 150mila gli studenti che ogni anno abbandonano. E in Italia si preferisce fare condoni agli evasori fiscali anziché stanziare fondi per creare una legge quadro nazionale sul diritto allo studio».

 

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