di Daniele Bovi
Tutto congelato in attesa del 26 luglio. Venerdì la Terza sezione del Consiglio di Stato con un’ordinanza ha deciso di sospendere l’esecutività della sentenza del Tar dell’Umbria con la quale, settimane fa, i giudici amministrativi avevano accolto il ricorso del Comune di Montegabbione, disponendo la riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve. Una decisione contro la quale erano ricorsi la Usl Umbria 1 e la Regione. Il Consiglio di Stato (presidente della Sezione l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini) ha deciso che la discussione nel merito ci sarà il 26 luglio; solo in quel momento la delicata vicenda – delicatezza sottolineata anche dal Consiglio durante l’udienza – sarà affrontata e discussa.
Il provvedimento Nell’ordinanza però non si dispone solo la sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar. Il Consiglio infatti fa riferimento alle «responsabili affermazioni della Regione Umbria» e della Usl, in base alle quali le norme non consentirebbero «di attivare (o ripristinare) un servizio di “Pronto Soccorso” al di fuori di una struttura ospedaliera avente le caratteristiche minime dell’ospedale di base»; questa attivazione o ripristino «richiederebbe interventi ed impiego di risorse organizzative e finanziarie significative e non coerenti con la programmazione sanitaria». Insomma, senza reparti a supporto un pronto soccorso è di scarsa utilità. Dall’altro lato la magistratura amministrativa spiega che in seguito alla «riconversione dell’ospedale di Città della Pieve, l’articolazione del servizio 118 nella zona non avrebbe subito modifiche peggiorative e assicurerebbe il trasporto dei malati e il pronto intervento nel rispetto dei parametri di efficienza previsti».
Il Pps Il ricorso al Tar, accolto all’inizio di febbraio, era stato presentato dal sindaco di Montegabbione, cittadina per ovvi motivi interessata alle sorti del pronto soccorso, chiuso a marzo 2017 insieme ai reparti di Medicina e Neurologia. In realtà quello dell’ospedale umbro non era un vero e proprio pronto soccorso ma un «Pps», ovvero un «Punto di primo soccorso», una differenza non da poco dato che in una struttura del genere le emergenze più importanti, ovvero i codici gialli e rossi, non possono essere trattati. Anche le risorse, umane e tecnologiche, sono estremamente limitate; insomma, il «Pps» serve solo per codici bianchi o verdi, per un dito rotto o giù di lì, mentre per tutto il resto bisogna andare a Castiglione del Lago se non a Perugia. Come prima, rimane operativo il servizio che garantisce il trasporto di codici gialli o rossi verso le altre strutture.
Parla il sindaco «In tutta Italia – commenta venerdì il sindaco di Montegabbione Fabio Roncella – la durata media di tali procedimenti, tra Tar e Consiglio di Stato, è di 6 anni Questo rappresentava la nostra principale preoccupazione; rinviare infatti la decisione a due-tre anni o più da ora avrebbe superato il termine del nostro mandato politico, sarebbe andato oltre le prossime elezioni comunali e regionali, e l’attenzione della opinione pubblica sul tema sarebbe inevitabilmente pian piano degradata. In tale senso la decisione sulla sospensiva costituiva una discriminante fondamentale». Roncella scrive che Frattini ha «evidenziato l’importanza e la delicatezza del tema trattato, che riguarda la salute e la vita stessa delle persone».
L’assemblea pubblica Il Comune ha invitato i cittadini a partecipare all’assemblea che si terrà giovedì 12 aprile alle 21 nella sala di Sant’Agostino. Un incontro pubblico – spiega una nota – in cui verranno affrontati e discussi i temi riguardanti i servizi sanitari a Città della Pieve: riconversione dell’ex ospedale, mantenimento e potenziamento dei servizi e attività di Emergenza/Urgenza.
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