di Chia.Fa.
Approvata a maggioranza dai consigli di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo la fusione dei Comuni. Il doppio via libera a maggioranza è arrivato nella tarda serata di giovedì dopo che la proposta dei sindaci Marcello Bioli e Andrea Pensi è stata integrata con un atto del Pd con cui, in estrema sintesi, si è inteso lasciare aperta la porta anche ad altri Comuni.
Primo ok alla fusione di Giano e Gualdo Ed è proprio sulla possibilità di estendere la fusione anche ad altri piccoli enti locali presenti nel comprensorio di riferimento, tra lo Spoletino, il Folignate e il Tuderte, che si è a lungo discusso nelle due assemblee, convocate in contemporanea ma non in seduta congiunta come riportato nei giorni scorsi. A Giano, ad esempio, quando il gruppo Pd ha messo sul tavolo il documento è stata chiesa una sospensione dei lavori per discutere i contenuti, poi ricevuti e integrati nella proposta iniziale. Analoga l’operazione compiuta a Gualdo. Dopo la modifica, l’atto targato Bioli e Pensi è stato votato e approvato dalle forze politiche di maggioranza e pure di parte delle opposizione, mentre a bocciare l’operazione sono stati i consiglieri di Giano dell’Umbria Jacopo Barbarito e Anna Clelia Moscatini, col primo che chiedeva di avviare verifiche con altri Comuni prima di deliberare. A Gualdo a non condividere nel merito e nel metodo l’iniziativa sono stati Serena Massimi e Daniele Profidia.
Porta aperta anche ad altri enti Se altri Comuni manifesteranno la volontà di valutare l’iniziativa dei due Comuni lo si capirà nelle prossime settimane, ma qualche scetticismo sull’ipotesi di una manovra più ampia non tarda a registrarsi, anche in considerazione del precedente non andato a buon fine che ha interessato cinque enti locali dell’Orvietano. Come emerso già nei giorni scorsi, comunque, l’approvazione dell’atto elaborato dai due sindaci permetterà di avviare tutte le valutazioni del caso sulla fusione, dal profilo organizzativo a quello economico e finanziario. Dopodiché si procederà all’elaborazione di un progetto con scadenze definite, ma anche all’avvio di una fase partecipativa con i residenti dei due Comuni a cui spetta comunque l’ultima parola sulla manovra attraverso il referendum.
Posizioni Nel primo pomeriggio di venerdì il consigliere Barbarito con una nota ha spiegato la propria posizione: «Sono contrario ad avviare un processo di fusione tra due Comuni senza aver preliminarmente sentito gli altri membri dell’Unione dei Comuni e le altre municipalità a noi confinanti: la mia proposta di rinviare di qualche settimana il tema, giusto il tempo di ricevere risposte ufficiali da parte degli altri enti, è stata rifiutata. Prima si auspica consenso unanime su una proposta di questa portata, poi si ergono muri che obbligano a piegarsi a un diktat nato evidentemente nelle stanze del Pd. Per questo motivo ho votato ‘no’ ad un percorso che nasce zoppo e che esclude, nei fatti, altri Comuni potenzialmente interessati e coinvolgibili per fare un solo grande ente da 15 mila abitanti, o anche oltre, come meriterebbe un’operazione di vasta portata e ampio respiro come quella che si vuole avviare, che finirà invece per ridursi ad una mera sottomissione di Giano nei confronti di Gualdo decretando la morte del nostro Comune».
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