La manifestazione sindacale del Primo Maggio, ma non il consueto concerto che si farà a Roma come al solito, si terrà a Perugia. Ad annunciarlo, dopo una riunione che si è tenuta a Roma giovedì, sono stati i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. La scelta è ricaduta sul capoluogo umbro in seguito al duplice omicidio di Daniela Crispolti e Margherita Peccati, le dipendenti della Regione Umbria uccise a pistolettate mentre stavano lavorando nei loro uffici del Broletto. Una vicenda «diventata un simbolo – dicono i sindacati – della necessità di restituire centralità al lavoro. Per queste ragioni la festa del lavoro si celebrerà a Perugia». «Perugia – ha aggiunto Bonanni – è una delle città simbolo del disastro italiano, della disperazione del lavoro». Una scelta che va nel senso di dare «un segno – spiega Angeletti – di vicinanza alle persone ed alle famiglie e di un clima sociale così degradato di cui forse non abbiamo esempi nella decennale storia repubblicana».
L’apprezzamento della presidente «E’ ancora forte in tutti noi – commenta la presidente della Regione Catiuscia Marini – il dolore per la barbara uccisione di Daniela Crispolti e Margherita Peccati, le due nostre dipendenti morte sul lavoro. Per questo apprezzo in modo particolare la scelta di tenere a Perugia la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil». «In quei tragici momenti – ha detto ancora – al di là dell’emozione e dello sgomento per quanto successo evidenziammo subito che Daniela e Margherita sono state vittime innocenti, uccise sul loro posto di lavoro dove svolgevano la loro funzione con particolare dedizione e rigore. La decisione dei sindacati di svolgere a Perugia la manifestazione mette al centro giustamente proprio l’esigenza di restituire centralità al lavoro e difendere la dignità dei dipendenti del pubblico impiego, il cui operato è troppo spesso oggetto di critiche ingiuste. Mi fa anche piacere che questa potrà essere una ulteriore occasione per ricordare e onorare la memoria di Daniela e Margherita».
Contributo di solidarietà E mentre il consiglio regionale, nella seduta di giovedì, ha approvato all’unanimità un emendamento al Collegato al bilancio con cui erogare un contributo di solidarietà ai familiari delle due dipendenti uccise, venerdì alle 16 l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti terrà, nella chiesa di Case Bruciate, una messa in occasione del trigesimo della morte. «Invito chi di voi è credente – dice Bassetti alla vigilia della cerimonia -, ma, come ha detto Papa Francesco, tutti siamo figli di uno stesso Padre, a pregare con me per le vostre colleghe, Daniela Crispolti e Margherita Peccati, tolte barbaramente alla vita mentre svolgevano il loro abituale lavoro».
Il terrore L’invito era già stato fato dallo stesso vescovo in occasione della benedizione pasquale al Broletto, dopo aver sottolineato che «è difficile capire come un essere umano come te, a freddo, ti possa puntare un’arma e sparare. Penso al terrore degli ultimi attimi: morire da soli, con i parenti lontani e ignari, e i colleghi impotenti. La fede mi dice che non può essere mancato, in quel momento, lo sguardo e l’abbraccio di Gesù: il Crocifisso per amore. Due creature inermi, sobrie, laboriose che, come tutti voi si stavano impegnando per rispondere alle esigenze di noi cittadini. Quel gesto folle, insieme all’assassinio di Emanuele Petri, avvenuto a Castiglione Fiorentino dieci anni fa, anch’egli umbro di Tuoro sul Trasimeno, l’uccisione di Luca a Ramazzano, di Ovidio a Pietrafitta e di Maria e Giovanni a Cenerente, hanno segnato profondamente la mia vita».
