giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:15

Primavera segnata dalla pioggia, giù il livello delle polveri sottili

La bella stagione tarda ad arrivare, ma l’aria buona ha già fatto il suo ingresso. Nei pochi giorni di sole, notevoli le concentrazioni di ozono

©Fabrizio Troccoli

di M. R.

Il meteo è decisamente fuori stagione; le piogge, se non addirittura le grandinate, continuano ad abbattersi sull’Umbria e le temperature sono oltre i limiti del proverbio ‘Aprile non ti scoprire, maggio vacci ad agio’. Ma almeno, come ogni inverno che si rispetti, anche quello che si è concluso il 20 marzo scorso, ha introdotto nel Cuore verde d’Italia, Conca ternana compresa, aria buona.

Inquinamento Il livello delle polveri sottili, anche note come Pm10 e Pm2,5, nonostante in qualche caso la necessità di prolungare l’utilizzo del riscaldamento, dall’avvio della privamera sono rimasti sempre al di sotto della soglia limite, attestandosi quasi sempre alla quota segno di buona qualità dell’aria. L’unica giornata storta in tal senso, dal 20 marzo scorso, è stata la vigilia del 25 aprile. Prima della Liberazione, in tutta l’Umbria si è registrato un picco di Pm10, il valore più alto a Terni, quello rilevato dalla centralina in zona industriale Maratta (70 µg/m3).

POLVERI SOTTILI E OZONO, TERNI 23ESIMA IN ITALIA

Ozono A balzare agli occhi, guardando i dati rilevati dalle centraline Arpa da inizio primavera ad oggi, è l’innalzamento dell’ozono (O3) in determinati periodi, soprattutto quello dal 18 al 24 aprile. Si tratta di un gas dotato di un elevato potere ossidante – come si legge nelle schede tecniche dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale – ma che si forma in atmosfera per effetto di reazioni favorite dalla radiazione solare, in presenza dei cosiddetti inquinanti precursori. È probabile dunque, come conferma anche l’ingegnere Arpa Caterina Austeri, che un livello più alto del solito di questo inquinante secondario sia legato ai pochi giorni di bel tempo che la stagione ha sin qui regalato. L’ozono non va certo sottovalutato, ma è bene sottolineare che, comunque, nonostante l’incremento, la sua concentrazione non ha mai raggiunto la cosiddetta soglia di allarme, che avrebbe reso necessari dei provvedimenti soprattutto a tutela dei soggetti più sensibili quali anziani, bambini, donne in gravidanza, chi svolge attività lavorativa o fisica all’aperto, soggetti a rischio come persone asmatiche, con patologie polmonari o cardiache.

Pm10 Tornando alle polveri sottili, che nel periodo invernale hanno costretto gli umbri a fare i conti con limitazioni al traffico e all’uso dei riscaldamenti, pare che la regione si sia definitivamente liberata di concentrazioni oltre i limiti proprio dal giorno della Liberazione. Se però confrontiamo il numero degli sforamenti, da inizio anno, rispetto a quelli del 22 maggio del 2018 ci accorgiamo che sono tutti o quasi superiori. In cima alla classifica troviamo le solite centraline ternane: formano il podio Maratta (22), Borgo Rivo (21), Le Grazie (18); seguono Carrara e Città di Castello a quota 16 sforamenti, Narni scalo a 14, Spoleto 10; poi Prisciano e Perugia parco Cortonese a 8 e via via tutti inferiori fino a Giano e Torgiano ferme a quota zero.

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