© Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Tocca al sindaco Andrea Romizi l’ultima decisione. All’ultimo minuto possibile. A poche ore dall’Umbria pride non c’è la conferma sul patrocinio del Comune del capoluogo umbro alla manifestazione. Bocche cucite tra gli esponenti della maggioranza, una sola parola: la decisione tocca al sindaco, non possiamo pronunciarci. Il cellulare del sindaco squilla, ma a vuoto. C’è chi, tra quanti l’hanno incontrato nelle ultime ore, lo rappresenta come in fibrillazione e in bilico, sulla decisione. Essendo che non si addice al suo temperamento il termine arrabbiato, è sicuramente vicino al suo stato d’animo, quello di ‘risentito’, per il polverone sollevato nelle ultime ore in Regione, attorno alla questione del patrocinio al Pride.

Ci sono alcuni esponenti della maggioranza di Romizi, lui compreso, che non avrebbero avuto dubbi, fino a poco fa, a sostenere l’iniziativa. Ma dopo quanto accaduto in Regione, l’accerchiamento alla presidente Tesei, le vele che l’hanno indicata come traditrice, una sostanziale spaccatura del fronte di centro destra e la conseguente manifestazione del Popolo della Famiglia, la rottura della maggioranza al comune di Terni e le prese di posizione del parlamentare Pillon,  si diceva: dopo il polverone, le posizioni di alcuni esponenti attorno a Romizi si sono irrigidite, arrivando a chiedere al sindaco di non dare il patrocinio. Incontri da parte di esponenti della maggioranza al Comune di Perugia ci sono stati anche con lo stesso Pillon che è irremovibile e chiede una chiara presa di distanza dal pride. Qualcuno della maggioranza, al telefono con Umbria24 ha detto: «Non è una decisione collegiale da prendere in seno alla Giunta, la questione del patrocinio compete al sindaco, a lui la scelta». Decisione che a pochissime ore dalla manifestazione non è stata resa nota.

L’associazione che organizza la manifestazione, interpellata da Umbria24 ha detto: «Sono ore che stiamo tempestando di telefonate esponenti della maggioranza che fino a poco fa hanno sempre risposto. Nessuno ci conferma il patrocinio. Non rispondono neppure ai nostri messaggi. Gli stessi esponenti della maggioranza – ha detto Omphalos – che fino a qualche ora fa erano in contatto con noi per questioni organizzative non rispondono alle nostre richieste di chiarimento. Sappiamo che la decisione di sostenere il pride è stata messa in discussione, non sappiamo però qual è la decisione assunta».

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