E’ stato presentato ieri mattina, sabato 6 luglio, al foyer del Teatro Morlacchi, il libro “La sinistra che vota Grillo” di Domenico De Santis: una raccolta di dialoghi con uomini e donne di sinistra che hanno scelto di votare il Movimento 5 stelle, un pezzo consistente della sinistra italiana, che non si riconosce nei partiti che sino ad oggi l’hanno rappresentata e che allo stesso tempo vorrebbe riconoscersi in essa. Il libro però è anche un viaggio nell’Italia contemporanea che soffre i morsi della crisi, una Italia disillusa che non regge più le difficoltà di una vita precaria, senza lavoro. “Questo – dice De Santis – è il popolo a cui la sinistra deve riparlare per poter riconquistare il consenso perduto”. All’ incontro presenti, oltre all’autore del libro, Franco Parlavecchio, segretario PD Perugia, Francesco Maria Giacopetti, coordinatore Segreteria PD Perugia, e Cecilia Cristofori, docente di Sociologia Università degli Studi di Perugia.
Una raccolta di dialoghi «Si tratta – ha spiegato Francesco Giacopetti – di una raccolta di dialoghi di giovani o meno giovani che hanno smesso di sperare e che testimoniano una frattura profonda tra la sinistra e parte del suo popolo, ma anche il fatto che spesso in politica, soprattutto quandoquesta è sorda, si alzano muri difficili da abbattere». La domanda su cui aprire un riflessione diventa dunque: «come mai la sinistra non è stato in grado di intercettare i bisogni che provengono dalle persone e dare una speranza di cambiamento a queste persone»? «Alle amministrative della scorsa primavera – ha detto il coordinatore del Pd di Perugia – il movimento grillino ha lasciato qualche pezzo per strada e ha pagato tutti i suoi limiti. Segno che la ricetta della democrazia digitale e dell’apriscatole non basta. Ma un altro dato è emerso con una forza trascinante: la percentuale del non voto è cresciuta in maniera esponenziale. Ora – ha proseguito Giacopetti – dovremo scrivere forse, un secondo volume: la sinistra che non vota. Che però ci ripresenta, immutati, gli stessi interrogativi che al prossimo congresso non possiamo permetterci si scansare perché abbiamo il compito di costruire un Partito che sia utile al Paese»
Segnale di cambiamento A proposito del Movimento 5 stelle Franco Parlavecchio ammette che «in Umbria ha attratto un pezzo dell’elettorato di centro sinistra che ha voluto dare un forte segnale di richiesta di cambiamento. Il facile messaggio “i politici sono tutti uguali”, ha funzionato – ha detto il segretario comunale del Pd di Perugia – anche pe colpa di una classe dirigente un po’ troppo chiusa in se stessa ed autoreferenziale. Il fenomeno del grillismo non scomparirà, magari assumerà altre forme, ma sarà tanto più forte quanto la politica sarà debole e non lungimirante. Toccherà a noi – conclude Parlavecchio – esserne all’altezza»
Alla vigilia del congresso «La sinistra che ha votato Grillo – spiega l’autore del libro, Domenico De Santis – si divide in due categorie: chi ha votato con la pancia e chi ha votato dalla pancia in su, e questo è un voto più ragionato, profondo, che non si basa solo sulla considerazione di come Bersani ha condotto la campagna elettorale, e che fa emergere i problemi della sinistra accumulatisi nel tempo. Ora – ha concluso De Santis – siamo alla vigilia del congresso e il PD sta rischiando di non affrontare i suoi problemi, ma di discutere solo delle carriere di talune persone, mentre il nostro compito dovrebbe essere quello di mettere al centro la vita delle persone, i loro problemi e loro speranze».
