di Ester Pascolini
Tutto si può dire, tranne che il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, non sappia come attrarre l’attenzione degli organi di informazione. I lettori ricorderanno certamente il linguaggio colorito dei suoi messaggi video durante la pandemia, o l’uso di epiteti schietti, riservati nel corso degli anni anche a membri del suo stesso partito. Ne sa qualcosa il segretario regionale del Pd, Tommaso Bori, finito nel 2020 al centro di un polverone mediatico, quando, in piena fase congressuale, Presciutti ricorse a queste parole per esplicitare il suo punto di vista: «Nel Pd c’è chi non trova di meglio che arrampicarsi sugli specchi pur di stare dietro ai capricci e alla Boria (rigorosamente con la B maiuscola, ndr) di un bimbo minkia e dei suoi ultras Minkia». Dopo quattro anni il confronto con Bori è ancora vivace, a tratti turbolento, anche se all’assemblea del Pd tenutasi nei giorni scorsi, il sindaco gualdese è intervenuto pubblicamente per prendere le distanze dalla lettera anonima, fatta recapitare alla segreteria nazionale da un non ben precisato «gruppo nutrito di amministratori e dirigenti», in cui veniva criticata la gestione del partito messa in atto dal segretario Bori.
Sembra, dunque che lo stile informale e diretto sia il tratto più significativo del sindaco Presciutti, e il motivo stesso per cui sarebbe molto amato e altrettanto criticato.
Nei giorni scorsi Presciutti ne ha inventata un’altra delle sue ed ha presentato una nuova rubrica dedicata ai cittadini gualdesi. Da ora in avanti, ogni lunedì alle ore 13, il sindaco pubblicherà su Facebook una striscia settimanale per aggiornare i gualdesi sull’azione amministrativa della sua giunta, “per tutta la legislatura”, precisa il primo cittadino nelle sue pagine social. Un servizio certamente utile per la città, mosso dal tentativo di avvicinare i cittadini al governo locale, intraprendendo la strada, già tracciata da altri, della democrazia diretta. A cogliere l’attenzione degli utenti e degli esperti di comunicazione, però, all’inizio di ogni video, sono prima di tutto la veste grafica della copertina e il titolo prescelto per la rubrica. Presciutti, infatti, ha scelto di rappresentare se stesso come un cartoon, esattamente come un personaggio dei Simpson. Pelle gialla, abito verde acqua, fascia tricolore e un sorriso denotato dai dentoni tipici della serie americana. A riprova del tentativo di spazzare via quella patina di ingessata distanza che caratterizza, quasi sempre, le figure istituzionali. Lui è uno alla mano, i suoi cittadini lo sentono come uno di loro, o per lo meno così è per i 3.859 cittadini che gli hanno riconfermato il voto alle scorse elezioni amministrative. Ma sarà così per tutti? Qui si ripropone lo stesso dilemma del linguaggio colorito: saranno più quelli che lo apprezzano o quelli che lo trovano eccessivo?
Tornando al titolo della rubrica, “Presciutti InForma Tutti”, in questo caso emergono delle valutazioni di tipo semantico e semiotico. Le due lettere maiuscole usate nella parola “In-Forma” denotano un’allusione alla salute (politica e amministrativa) di cui godrebbero il primo cittadino e, di rimando, la sua giunta. Certamente, un sindaco rieletto per il terzo mandato può contare su un consenso esteso che si fonda sia sulla sua personalità che sul suo lavoro. Questo non può essere messo in dubbio, Presciutti sa di avere una sua forza, pur considerando la particolare contingenza delle amministrative di giugno, che aveva presentato un panorama in cui il centro destra correva diviso, facilitando, di fatto, la sua rielezione.
Tra le altre doti che si possono attribuire a Presciutti sembra esserci anche il coraggio, perché attivare una rubrica in cui interagire direttamente con i cittadini denota una certa dose di audacia. I canali social, è cosa nota, possono diventare con facilità veicolo di fango e i commenti sotto al primo video già rimarcano un uso, da parte dei cittadini, che tende più che alla critica pura che alla critica costruttiva. Sarà interessante osservare il modo in cui questo “esperimento” procederà. Presciutti riuscirà nell’impresa di “contenere” i toni e gli argomenti pubblicati dagli utenti? O c’è il rischio che la rubrica si trasformi in un boomerang?
Resta il fatto che la figura del sindaco Presciutti pare attivare, nelle persone, reazioni molto polarizzate: o lo si ama o lo si odia. È interessante, dunque, riflettere su un personaggio che fa della provocazione uno dei suoi tratti distintivi, riuscendo sempre a conquistare l’attenzione mediatica, facendo ricorso a modalità espressive molto destrutturate e informali che lo assimilano ad altri personaggi politici su scala nazionale, come il governatore della Campania, Vincenzo De Luca o come il leader della Lega, Matteo Salvini.
