Nuova giornata di protesta dei Precari uniti del Cnr davanti al ministero dell’Università e della Ricerca a Roma. Tra i partecipanti, anche una delegazione dall’Umbria composta dal personale precario e quello strutturato degli istituti regionali del Cnr,
Le ragioni Sostenuti dalla Flc Cgil, ricercatrici, ricercatori, tecnologhe e tecnologi provenienti da tutta Italia hanno manifestato per chiedere una soluzione definitiva al precariato che colpisce oltre 4mila lavoratori dell’ente, circa un terzo del personale complessivo. Il presidio è seguito all’incontro tra la ministra Anna Maria Bernini e le organizzazioni sindacali, inizialmente previsto per giovedì 26 ma anticipato al 24 giugno. Nonostante le attese, dall’incontro di martedì è emersa la presentazione del decreto legge n. 90 del 25 giugno, che secondo i sindacati non prevede alcun finanziamento strutturale né misure concrete per la stabilizzazione dei contratti a termine.
I conti I fondi annunciati – 160 milioni di euro in tre anni – secondo quanto spiegano i lavoratori “deriverebbero infatti da una semplice riallocazione di risorse già esistenti, dunque non spendibili per garantire la continuità occupazionale dei precari. Inoltre, il provvedimento sottrae 10 milioni di euro l’anno ai fondi del Cnr, aggravando le difficoltà di un ente chiamato a gestire progetti strategici, compresi quelli legati al Pnrr”.
Le istanze “Non è stata introdotta nessuna misura efficace per superare il precariato strutturale – denunciano i Precari uniti – nonostante le promesse della Ministra e le rassicurazioni ufficiali”. La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuove iniziative per rivendicare risorse aggiuntive, un piano pluriennale di reclutamento tramite concorsi pubblici e la valorizzazione del lavoro di chi da anni contribuisce alla ricerca scientifica italiana senza tutele né certezze.
