Le doppiette sono tornate a sparare (Foto Fabrizio Troccoli)

Avvio regolare della caccia sia in Umbria nella prima delle due giornate di preapertura con oltre 30 mila doppiette che sono tornate a sparare. In provincia di Perugia circa 480, secondo quanto riferito dalla polizia provinciale, i controlli eseguiti: 33 i verbali per caccia da appostamento non regolare nelle distanze da strade, ferrovie, abitazioni e da altri appostamenti di caccia, caccia a specie non consentite, abbandono di bossoli e caccia senza aver pagato la tassa presso l’Atc. Il vicecomandante Dario Mosconi, ricorda, in una nota dell’ente, il lavoro svolto senza sosta dalla centrale operativa, recentemente istituita per dare risposte immediate e tempestive ai cittadini e ai cacciatori i quali possono rivolgersi al numero 075/32111. ‘“Sono 38 le pattuglie dislocate sul territorio provinciale – ha ricordato Mosconi -, operative in turni, a partire dalle 4 fino alle 22, nei due giorni della preapertura. Gli agenti saranno pronti ad individuare le violazioni più ricorrenti come gli episodi di caccia da appostamento non regolare nelle distanze da strade, ferrovie, abitazioni e da altri appostamenti di caccia, caccia a specie non consentite e caccia senza aver pagato la tassa presso l’Atc».

Terni Tutto regolare anche in provincia di Terni dove al momento, stando a quanto riferito dalla polizia provinciale, non vengono registrati particolari incidenti o problemi particolari. Alcune sanzioni sono state invece comminate per piccole violazioni legate ai permessi. Sono otto le pattuglie della polizia provinciale che saranno impegnate per tutta la giornata per i controlli. Secondo gli agenti l’affluenza dei cacciatori (circa 9 mila registrati in totale presso l’Atc 3) è leggermente inferiore a quella dello scorso anno.

Clini: non condivido la preapertura Sulla preapertura di questi due giorni torna ad esprimersi in toni negativi il ministro dell’Ambiente Corrado Clini: «Autorizzare l’apertura della caccia anticipata, in deroga al calendario venatorio e nonostante il parere contrario dell’Ispra, come è stato fatto da alcune Regioni, è una scelta che non condivido», dice Clini, aggiungendo di star «valutando la possibilità di introdurre norme che evitino in futuro questa pratica non sostenibile». Dello stesso parere del ministro, la Federazione italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, secondo cui «è scandaloso che le Regioni abbiano quasi completamente ignorato la richiesta dell’Ispra di assumere “provvedimenti regolatori” dell’attività venatoria per ridurre il rischio di gravi danni alle popolazioni di animali selvatici».

La polemica Il Wwf, che insieme alle altre associazioni ambientaliste aveva chiesto più volte una sospensione della caccia, annuncia nuovi ricorsi e non nasconde la sua delusione. «Pur di accontentare quell’1% della popolazione che imbraccia la doppietta e forse tentare di intercettarne il relativo consenso alle urne – denuncia – la politica non esita a negare l’evidenza, compresa la siccità di questi mesi e i gravi danni subiti da territorio e fauna». A rispondere è l’Arcicaccia, che dice basta alle «strumentalizzazioni» della siccità. «L’Ispra nelle sue carte ha spiegato che la sospensiva valeva alle condizioni climatiche date: domani ci sarà pioggia», rileva il presidente dell’associazione venatoria, Osvaldo Veneziano, secondo cui, sulla caccia, «in Italia siamo in rissa permanente, e gran parte della responsabilità ce l’ha la politica».

Così in Italia Dal punto di vista legale, il Wwf può contare su due successi. Su suo ricorso, infatti, i Tar del Lazio e della Campania hanno bloccato la preaprtura della caccia. Alle due Regioni si aggiunge la Liguria, che non prevede una preapertura nel suo calendario venatorio, ma nella maggior parte delle regioni italiane i cacciatori, in questo weekend, potranno scendere in campo. In Piemonte si sparerà solo in alcuni Atc nelle province di Alessandria, Asti e Torino, mentre in Lombardia sarà coinvolto solo il bresciano. Le preaperture sono confermate anche in Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. In Toscana, infine, la caccia d’appostamento, per tenere conto dei problemi legati alla siccità, non sarà consentita alle specie acquatiche, mentre la preapertura è stata limitata alla sola giornata dell’1 settembre.

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