di Mar. Ros.

Terremoto, immigrazione, emergenza freddo ma soprattutto povertà di vecchia e di nuova generazione; quella con cui la Caritas, l’associazione San Martino, le piccole parrocchie e la Diocesi Terni-Narni-Amelia in generale ha a che fare ogni giorno, per 365 giorni l’anno. È quanto emerge dal bilancio presentato martedì mattina in occasione di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti. Il vescovo padre Piemontese: «Tutto quello che scrivete fatelo passare per il cuore». Sulla tragedia dell’hotel Rigopiano: «Preghiamo il Signore per i dispersi, sono momenti di angoscia per la famiglia di Alessandro e non solo, vicinanza alla famiglia». L’incontro col vescovo è stata anche l’occasione per sapere se davvero, come si dice, sono in corso sopralluoghi e nuove verifiche per un trasferimento temporaneo dell’urna di San Valentino; Piemontese non smentisce ma rimanda i dettagli al primo febbraio prossimo: «È stata istituita una cabina di regia per i festeggiamenti del patrono, le decisioni saranno prese di comune accordo tra Diocesi, associazioni e istituzioni civili». A quanto pare, monsignore vuole riprovarci nonostante la bagarre in basilica dello scorso anno.

Missione solidarietà Nel 2016 le persone che si sono rivolte alle strutture della Caritas sono state 5.833. I servizi offerti sono stati molteplici: 35.000 pasti distribuiti alla mensa San Valentino; 83.333 pezzi di prodotti alimentari distribuiti dall’Emporio della solidarietà di Terni (in via Vollusiano) e di Amelia-Narni a 951 utenti che compongono 288 nuclei familiari. Delle 951 persone che hanno usufruito dell’emporio, 362 sono minori di cui 23 disabili. Dei 589 adulti, 73 sono disabili. Sono stati distribuiti 11.381 capi di vestiario a 992 persone di cui 556 donne e 436 uomini; sono stati effettuati 788 colloqui al Centro di Ascolto, 212 colloqui effettuati nel carcere di Terni; infine 306 persone hanno usufruito del Servizio doccia, 281 uomini e 25 donne, 185 Italiani e 121 stranieri. Per l’emergenza freddo tutti i giorni quattro volontari sono sempre reperibili. Il numero dei senzatetto assistiti è di circa 15.

Caritas La concretezza dell’aiuto materiale e la soddisfazione dei bisogni primari altrui non è l’unico stimolo dei volontari: «La nostra azione passa dal cuore – ha detto  Ideale Piantoni, direttore della Caritas diocesana – noi agiamo prima di tutto sulla povertà cristiana, ovvero la necessità di un contatto umano poi su tutte le altre determinate anche dalla trasformazione della famiglia, dal nuovo ruolo assunto dalla donna nella società, dalle esigenze di cura in caso di malattia». Nadia Agostini vicepresidente dell’associazione San Martino concentra il suo intervento sull’azione dei volontari in carcere: «Noi siamo il braccio operativo della Caritas, i detenuti sono i più poveri tra i poveri e il loro bisogno d’ascolto è così forte e sincero che non possiamo fare a meno di prestare attenzione a quelle persone; a giudicarle ci pensano i tribunali, noi gli tendiamo la mano». L’appello del vescovo alla città di Terni: «Siate generosi, forniteci beni per fare del bene». Don Paolo Carloni vicario episcopale: «Un bene che San Francesco di Sales rientri nella settimana di preghiera per l’unità dei fedeli; come voi comunicate al mondo, cattolici e protestanti comunicano tra loro, siamo qui per dare una risposta d’amore». Padre Giuseppe Piemontese: «Qualcuno insinua che alla mensa della Caritas vengono a mangiare molti che non ne hanno bisogno, io non credo sia così, non chiediamo il Cud comunque».

San Valentino Alla mensa aperta tutti i giorni dalle 17.45 alle 19 (nel periodo invernale anche dalle 8 alle 9 e dalle 12 alle 13) i pasti distribuiti nell’anno sono stati 35.000. Le persone che usufruiscono del servizio quotidiano sono circa 80. Tutti i giorni è garantito un pasto a chiunque abbia necessità di mangiare dai circa 70 volontari che si alternano alla mensa. Le persone che frequentano la mensa e per le quali, nel 2016  è stato possibile effettuare un censimento sono state 130 in prevalenza uomini dai 35 ai 64 anni, con presenza di frequentazione al di sopra dei 75 anni di età sia per il genere femminile che maschile. È diminuita la presenza di stranieri e aumentata quella degli italiani. I volontari, dai 18 ai 70 anni, sono studenti di scuola superiore, medici, insegnanti, imprenditori, amministratori, pensionati, mamme, nonne e nipoti, e perfino bisognosi che ripagano il pasto aiutando nella gestione.

 I contribuenti Oltre alla gestione della sala c’è il servizio di cucina e il funzionamento del magazzino con l’approvvigionamento delle materie prime alimentari, un lavoro molto prezioso e fondamentale ma poco visibile. A disposizione delle forniture garantite gratuitamente: pane da Interpan-Novelli, ortofrutta e libero fresco (due volte alla settimana) da parte della Coop Centro italia e una fornitura quotidiana di pizza da parte della Pizzeria Dalmazia di proprietà del sig. Marco D’Andrea. Sono stati ricevuti durante l’anno contributi da parte del Rotary Social Club di Terni e dei Lions. La Mensa riceve un contributo annuale da parte della Fondazione Carit di € 25.000 oltre il contributo della Diocesi di Terni – Narni – Amelia dell’8×1000 per la Carità. Fondi per la gestione delle strutture di accoglienza e per tutti gli altri progetti che la Caritas diocesana, impegnata anche per i rifugiati politici attraverso i progetti Sprar, mette in campo; tra questi grande successo per l’emporio della solidarietà.

@martarosati28

 

 

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