di Dan. Bo.
Sono oltre 30 mila le famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa. La stima emerge dal Rapporto annuale sulla povertà in Italia pubblicato nelle scorse ore dall’Istat, e racconta di un fenomeno in leggera crescita. Numeri diversi da quelli delle precedenti edizioni del dossier dato che il lavoro pubblicato mercoledì ha come base l’indagine sulle spese delle famiglie, che ha sostituito la precedente sui consumi. E così le modifiche sostanziali introdotte dall’Istituto hanno reso necessario ricostruire le serie storiche dei principali indicatori a partire dal 1997; i confronti temporali quindi, possono essere fatti solo con i dati della nuova serie.
I numeri Sotto la soglia di povertà relativa l’Istat stima ci siano nel 2014 circa l’8 per centro delle famiglie contro il 7,1 per cento del 2013 (secondo i precedenti numeri invece erano il 10,9 per cento nel 2012 e l’11 per cento nel 2013). Una percentuale più alta della media registrata nelle altre regioni del Centro (6,3 per cento), dove la percentuale è diminuita o è rimasta stabile e dove solo le Marche fanno registrare una situazione peggiore (9,9 per cento). Per povertà relativa l’Istituto intende una famiglia di due componenti che ha una capacità di spesa pari a quella media per persona nel Paese (ovvero alla spesa pro capite): una cifra nel 2014 risultata pari a 1.041,91 euro mensili. Al di là della nuova metodologia di calcolo però non cambia un elemento di fondo, ovvero il raddoppio del numero di famiglie umbre cadute sotto la soglia di povertà relativa in questi anni di crisi: nel 2009 infatti erano il 3,8 per cento (il 6 per cento stando alle precedenti stime).
In Italia Nessun numero invece è disponibile a livello regionale per quanto riguarda coloro che si trovano in povertà assoluta. Ovvero tutte quelle persone che non hanno un reddito sufficientemente alto da poter comprare un paniere di beni e servizi considerato essenziale. A livello nazionale un indice che dopo due anni di aumento, nel 2014 si mantiene sostanzialmente stabile. Complessivamente sono 1 milione 470 mila le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4,1 milioni di persone. Stabili gli indici sul territorio con il 4,2 per cento al Nord, il 4,8 per cento al Centro e l’8,6 per cento al Sud. Degli oltre 4 milioni in povertà assoluta 1 milione 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (l’incidenza è del 9 per cento) e 2 milioni 44 mila sono donne (il 6,6 per cento), 1 milione 45 mila minori (il 10 per cento), 857 mila hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni (8,1per cento) e 590 mila sono anziani (pari al 4,5 per cento).
Povertà relativa Anche l’indice di povertà relativa risulta stabile e coinvolge, nel 2014, il 10,3 per cento delle famiglie per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone. A livello territoriale, oltre il già citato 6,3 per cento delle regioni del Centro, nel Nord la percentuale è del 4,9 per cento e nel Mezzogiorno del 21,1 per cento. Da segnalare il miglioramento della condizione delle famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (l’incidenza della povertà relativa passa dal 32,3 per cento al 23,9 per cento , con un -8,4per cento ) o residenti nei piccoli comuni del Mezzogiorno (dal 25,8 per cento al 23,7 per cento). Di seguito pubblichiamo i dati sulla povertà relativa in Umbria dal 2002 al 2014.
2002 6,0%
2003 7,3%
2004 7,6%
2005 5,7%
2006 6,1%
2007 6,4%
2008 4,9%
2009 3,8%
2010 4,5%
2011 7,2%
2012 7,5%
2013 7,1%
2014 8,0%
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