Apre ufficialmente a Città di Castello lo «Sportello energia», servizio dedicato agli abitanti della città per approfondire le tematiche dell’energia e del risparmio energetico promosso da Fondazione Banco dell’energia e Jti Italia. Il progetto rientra nell’ambito dell’iniziativa «Energia in periferia – Umbria», nata per supportare le famiglie a rischio povertà energetica residenti nelle zone periferiche delle città.

Supporto alle famiglie L’iniziativa ha già dato supporto a 160 nuclei familiari, di cui 80 nel Comune di Gubbio e 80 in quello di Gualdo Tadino, attraverso il sostegno diretto al pagamento delle utenze e con un percorso di educazione e consapevolezza energetica per favorire la riduzione dei consumi. Nella giornata di giovedì è stato presentato lo sportello di Città di Castello e si è tenuto l’incontro dal tema «Come ridurre i consumi attraverso piccoli gesti quotidiani», fornendo ai presenti una serie di esempi di buone pratiche per aumentare la consapevolezza sui propri consumi.

Lo sportello L’apertura dello sportello va quindi ad aggiungere un ulteriore tassello per combattere la vulnerabilità economica e sociale delle famiglie umbre, che rischiano di non poter accedere a un paniere minimo di beni e servizi energetici. Lo scopo del servizio è quello di garantire un sostegno tangibile e duraturo alla comunità, fornendo alla cittadinanza gli strumenti utili ad alleggerire la spesa della bolletta e a gestire meglio i consumi. In vista della fine del mercato tutelato relativamente ai servizi di fornitura di energia elettrica e gas naturale, lo sportello contribuirà ad aiutare gli utenti in questa fase di transizione verso il mercato libero.

Povertà energetica L’apertura si inserisce all’interno di uno scenario preoccupante sul fronte della povertà energetica: secondo il rapporto dell’Osservatorio italiano dedicato a questo tema – documento che per la prima volta ha riportato un tentativo di stima della povertà energetica a livello regionale – l’incidenza media del fenomeno in Umbria è di ben il 6,7 per cento, classificandola al decimo posto in Italia. Una condizione di precarietà che minaccia di espandersi, dato che il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda circa un italiano su quattro e il fenomeno della povertà energetica segue la stessa tendenza a un’incidenza crescente.