Le poste centrali di Perugia (foto F. Troccoli)

«Attivare al più presto un tavolo di concertazione regionale per trovare soluzioni valide ed evitare di lasciare alcuni comuni umbri, in particolare i centri più marginali, privi di un servizio statale essenziale come quello offerto da Poste Italiane».

CHIUSURE E ORARI RIDOTTI: LA MAPPA

Chiusura uffici postali Questa la richiesta messa sul tavolo dalla direzione regionale Toscana-Umbria dalla governatrice Catiuscia Marini e dal presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti, in seguito al piano di ridimensionamento della spa dello Stato che in Umbria prevede 15 chiusure e 18 filiali a orario ridotto. Immediata la reazione dei Comuni e delle realtà associative che contestano l’operazione su cui anche la Regione torna a esprimere «perplessità e preoccupazioni, specie per alcune zone rurali e montane, interessate dove si determinerebbero – dice la presidente Marini – notevoli disagi, resi ancora più gravi, dall’elevato numero di anziani».

Confronti territoriali Per questo già nei giorni scorsi, a seguito di una serie di interlocuzioni, è emersa la necessità di attivare un confronto a livello territoriale tra Poste italiane, guidate dalla presidente Luisa Todini e dall’ad Francesco Caio, Regioni e Comune «per tutelare – dice Marini – le esigenze dei territori nell’ambito del percorso che porterà all’attuazione del piano di ridimensionamento degli uffici postali»suscettibile di aggiustamenti. In questo la Regione ha già offerto la propria disponibilità a Poste Italiane, offrendo il proprio patrimonio immobiliare.

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