Quando abbiamo necessità di muoverci velocemente per raggiungere un punto lontano della città oppure per scivolare nel traffico senza restare intrappolati negli ingorghi tentacolari, sappiamo di poter contare su alcuni mezzi di trasporto alternativi e del tutto green come i monopattini elettrici. Ci consentono di spostarci senza stress e in modo ecologico per le strade ma soprattutto – anche grazie al boom che hanno conosciuto dopo l’inizio della pandemia – rappresentano una grande sfida per il futuro. I dispositivi non possono superare i 25 km/h, e questa velocità massima viene garantita da un limitatore automatico ad hoc. Per essere omologato il monopattino deve riportare la dicitura CE ed essere sprovvisto di sedili; inoltre occorre che siano presenti segnalatori acustici e naturalmente luci nel caso di circolazione notturna. Non è necessario che i mezzi vengano dotati di una targa.
Dove si può utilizzare il monopattino elettrico?
Le regole di circolazione prevedono che ci si possa spostare secondo le specifiche regole del monopattino sharing nelle città, in zone urbane e comunque esclusivamente su strade il cui limite di velocità sia di 50 km/h (si può comunque passare attraverso aree pedonali, rispettando il limite di 6 km/h).
Per circolare dopo il tramonto è necessario dotarsi di un giubbotto catarifrangente e, per la precisione, mezz’ora dopo il tramonto scatta l’obbligo di accensione delle luci di segnalazione. Ci si può spostare a bordo del monopattino anche in zone extraurbane, a patto di circolare unicamente su piste ciclabili e dove comunque segnalato. Tutto questo al netto dei divieti aggiuntivi che possono sempre essere introdotti dalle singole amministrazioni comunali e che dovranno essere debitamente segnalati.
La batteria e l’aspetto ecologico I monopattini in condivisione sono diventati negli ultimi tempi un simbolo di libertà nel contesto della micromobilità urbana. Si tratta infatti del mezzo di trasporto ormai preferito specie nelle grandi aree urbane, dove è importante riuscire ad abbandonare un mezzo ingombrante e inquinante come l’automobile a beneficio di altro. I monopattini elettrici sono infatti a zero emissioni, in più consentono di avere rapido accesso anche a zone della città che altrimenti sarebbero off limits (il cuore dei centri storici e le zone pedonali).
I vantaggi dei monopattini elettrici Si tratta di dispositivi che sono molto meno ingombranti rispetto alle normali biciclette, dunque offrono più di un vantaggio operativo rispondendo alle nuove esigenze di trasporto green ed ecologico. I monopattini elettrici garantiscono inoltre una lunga autonomia in fatto di carica, mentre per quanto riguarda i sistemi di ricarica essi sono ormai sempre più veloci. Senza dimenticare che la batteria agli ioni di litio è in grado di assicurare alti livelli di performance in fatto di prestazioni nel complesso. Si parcheggiano con estrema facilità, proprio come una bicicletta, inoltre possono essere lasciati in moltissimi punti nell’ambito dello spazio urbano. La praticità, come accade anche per gli altri mezzi di trasporto in condivisione, è quindi un beneficio assoluto. Basta solo qualche minuto di pratica per capire il funzionamento del mezzo e per partire poi alla volta della propria destinazione.
Altro aspetto da sottolineare è poi il fatto che mettersi alla guida di questi mezzi a due ruote è divertente: a bordo del monopattino ci si può recare sul posto di lavoro ma anche concedere una fuga rilassante subito fuori dal caotico centro urbano. In generale, il monopattino è un mezzo perfetto per interpretare le esigenze di movimento nel tempo libero. Nel caso in cui si provenga da fuori città e la ricerca del parcheggio – assieme al traffico – sia vissuta come un incubo, si potrà anche scegliere di utilizzare il monopattino in combinazione con l’auto (utilizzata nel primo tratto e poi lasciata in un parcheggio).
Tra i vantaggi di muoversi a bordo del monopattino elettrico vi è infine anche la possibilità di mantenersi in forma, visto che – al netto della propulsione a batteria – ci si dovrà sempre e comunque accompagnare, soprattutto nelle curve e agli stop, con le gambe. In questo modo, specie quando si ha poco tempo libero a disposizione, si potrà anche fare un po’ di sana attività fisica. Lo sblocco e l’attivazione del mezzo, così come le operazioni relative al pagamento del tempo effettivo di utilizzo, si portano a termine via app (dopo aver effettuato la registrazione e indicato i dati anagrafici assieme al proprio metodo di pagamento preferito).
Cosa si intende quando si parla di micromobilità Quando si parla di micromobilità si sta facendo riferimento a un concetto nuovo, che riguarda da vicino l’estrema e assoluta rivoluzione che stanno vivendo i moderni mezzi di trasporto. Al centro vengono messi tutti quei veicoli che abbiano un peso inferiore ai 500 chilogrammi e metodi condivisi di utilizzo, come appunto lo sharing, i quali vengano impiegati per compiere tragitti brevi e che consentano il trasporto di una o due persone. Oltre ai monopattini, quindi, il concetto di micromobilità si riferisce anche allo sharing di biciclette e scooter. Sono però i monopattini elettrici ad aver dato la svolta decisiva e più forte nel contesto di tale cambiamento.
Essi sono entrati infatti di prepotenza nel mercato proprio nel momento in cui la concezione dei mezzi di trasporto stava cambiando e gli incentivi legati alla pandemia hanno permesso al grande pubblico di ampliare i propri orizzonti. C’è in generale anche una consapevolezza maggiore per quanto riguarda i benefici sia fisici che ambientali relativamente alla sharing mobility e anche questo ha favorito l’adozione del monopattino elettrico quale simbolo assoluto del cambiamento. Dal mezzo privato usato soltanto per necessità, peraltro, si sta andando verso il concetto di mezzo condiviso, utile sia ai disbrighi delle pratiche quotidiane, sia al tempo libero. L’estrema facilità di utilizzo, infine, ha permesso a tante persone di toccare con mano cosa davvero significhi davvero la mobilità condivisa.
