domenica 31 maggio - Aggiornato alle 12:28

Polveri sottili da codice rosso in tutta l’Umbria per colpa delle piogge desertiche

Sabato livelli accettabili di Pm 10 solo a Terni e Narni. Emergenza Coronavirus, dati su agenti inquinanti sotto la lente dell’Arpa

di M. R.

«I provvedimenti dell’emergenza Covid-19 hanno influenzato in parte la riduzione degli inquinanti (più per l’NO2 che per il PM10) ma le condizioni meteo sono state più determinanti». Queste le conclusioni di una prima relazione Arpa sul monitoraggio dell’aria in questo particolare periodo in cui la circolazione veicolare è ridotta al minimo e molte fabbriche hanno sospeso l’attività per l’emergenza in atto. Ne è un esempio lampante la giornata di sabato, quando, dopo un lungo periodo di pressoché totale assenza di sforamenti del valore soglia delle polveri, le centraline hanno registrato concentrazioni altissime di Pm10, soprattutto in zone della regione in cui generalmente si respira aria buona: l’anomalia, segnala l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, è dovuta ad un fenomeno di trasporto dalle zone desertiche dell’Asia, meglio noto come pioggia sahariana.

Piogge Sahariane Con una concentrazione media giornaliera di 156 microgrammi per metro cubo, in cima alla lista delle aree con la più alta concentrazione di Pm10 nella giornata di sabato 28 marzo, c’è piazza 40 Martiri a Gubbio, seguita da Città di Castello e, di nuovo nell’Eugubino, da via Leonardo Da Vinci. Lo stesso giorno si sono verificati sforamenti del valore limite di polveri sottili anche in alcune aree di Spoleto, ad Amelia, Orvieto e in tutto il Perugino. Diversamente dal solito (senza tener conto del particolare periodo attuale), hanno rilevato aria buona i dispositivi Arpa collocati a Terni e Narni. Sotto il valore limite di Pm10 persino la centralina ‘Le Grazie’ che è quasi sempre ‘maglia nera’. Per capire quanto effettivamente siano anomali i dati di sabato 28 marzo, basta scorrere il calendario di un giorno: il giorno precedente la concentrazione più alta era stata registrata a Città di Castello ma parliamo di 21 microgrammi al metro cubo.

Qualità dell’aria sotto la lente E proprio in concomitanza dell’emergenza e le relative chiusure introdotte dai provvedimenti del governo in alcune postazioni di rilevamento dell’Umbria e prendendo in considerazione i parametri Particolato PM10 e Biossido di Azoto (NO2), Arpa sta provando ad analizzare i dati di qualità dell’aria in Umbria. L’analisi di questi dati continuerà per tutto il periodo di blocco della mobilità e di chiusura delle attività. Oltre alle polveri sottili si analizzeranno le componenti chimiche presenti nell’aria, al fine di caratterizzarne le fonti e al termine dello studio, sarà possibile fornire utili indicazioni per individuare azioni e misure da attuare per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’inquinamento atmosferico. Per ora però pare che le condizioni meteo, come nel caso di sabato, siano state determinanti. Lo studio prende in considerazione le postazioni Perugia Cortonese e Ponte San Giovanni, Foligno via Romana, Terni Carrara e Le Grazie e Narni Scalo, che rappresentano varie tipologie, di fondo urbano, da
traffico, fondo suburbano.

Polveri sottili in Umbria Se si esaminano i dati a partire dal 5 marzo, data dei primi provvedimenti in relazione all’emergenza Covid-19 (chiusura delle scuole) che hanno interessato anche l’Umbria – si legge nello studio – si evidenzia fino al 24 una leggera riduzione in tutte le postazioni nel valore medio del periodo tranne in quella di Perugia Ponte San Giovanni e Foligno. Esaminando i valori giornalieri si nota l’alternarsi di valori più alti e più bassi che evidenzia che le medie sono in prevalenza influenzati dalle condizioni meteo: la riduzione significativa delle concentrazioni è infatti associata all’irruzione sull’Umbria della tramontana che ha caratterizzato i giorni scorsi.

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