La parola magica utilizzata era stata ‘razionalizzazione’. Solo che su quell’altare si vorrebbero sacrificare circa 300 presidi di polizia su tutto il territorio nazionale. E per due di questi – quello della polizia postale di Terni e di quella ferroviaria di Orvieto – si era creata forte preoccupazione.
Il rinvio Ora quel progetto di razionalizzazione è stato congelato e, almeno fino al 30 aprile prossimo, tutto resta com’è ora. A deciderlo è stato il ministro dell’interno, Angelino Amato, dopo l’incontro che si è svolto martedì al dipartimento della pubblica sicurezza: Al ministro – spiega Stefano Spagnoli, della Confederazione sindacale autonoma di polizia (Consap) – abbiamo chiesto l’annullamento totale della riorganizzazione così come pensata, esprimendo la ferma contrarietà a questa operazione che colpisce la polizia ma soprattutto la sicurezza dei cittadini».
Le alternative Ma il sindacato non si è limitato a questo: «La nostra controproposta di spending review è invece quella di eliminare alcune direzioni generali – dice Spagnoli – e di procedere verso un disegno di unificazione delle forze di polizia, che consentirebbe di risparmiare fino a cinque miliardi». Il ministro Alfano «ha preso atto della compattezza del fronte sindacale e si è impegnato a congelare tutto fino al 30 aprile per ridiscutere con noi in un confronto approfondito il progetto».
Cauto ottimismo Un primo risultato, prosegue Spagnoli, «che il Cosap accoglie con cauto ottimismo, perché avremmo voluto che fosse cancellato del tutto, ma apprezziamo l’apertura a ridiscutere che ci permetterà di essere protagonisti, nel solo interesse dei lavoratori di polizia». Altro impegno che il Consap ha ottenuto, conclude, «è stato quello relativo ad un incontro, tra il ministro Alfano e la sua collega Maida, ministro per la pubblica amministrazione, per affrontare i temi del rinnovo contrattuale e dell’attuazione della delega sul riordino delle carriere».
Rossi Il senatore del Partito democratico Gianluca Rossi, estensore di un’interrogazione al governo sulle sorti dei due presidi umbri e di una mozione in cui si impegna il governo a rivedere il piano di chiusura, dice che «l’esito dell’incontro ci consegna un primo esito non secondario: il congelamento del piano di razionalizzazione e la riapertura della discussione. Siamo tutti consapevoli del fatto che la spending review fa cadere la propria scure anche sulle forze di polizia, ma questo non può e non deve riverberarsi sulla sicurezza dei cittadini, né tanto meno sui lavoratori, che sono ai livelli più bassi della retribuzione nella Pa, in compagnia di maestre e vigili del fuoco».
