Il cantiere

di Francesca Torricelli

Il 20 gennaio è il suo 32esimo compleanno, ma la polisportiva Prampolini non ha molta voglia di festeggiare. Dopo anni di parole, promesse, lavori ed investimenti, ancora non vede ultimati i lavori per la realizzazione della sua nuova sede. Ma facciamo un passo indietro.

Primi passi Nel gennaio del 2003, in consiglio comunale, venne approvato il nuovo ‘Programma urbano complesso’ di San Valentino. Il nuovo Puc, intitolato ‘Il quartiere di San Valentino dal Giubileo all’Università’, si sarebbe dovuto porre come momento di raccordo, di sintesi e di proposta per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione dell’intero quartiere, a partire dalle potenzialità legate alla presenza del santuario di San Valentino ed alle prospettive di crescita dell’università. Tra gli interventi pubblici era prevista anche la realizzazione del nuovo bocciodromo Prampolini, adiacente al parco ‘Le Grazie’. Il vecchio impianto, invece, sarebbe stato destinato al centro residenziale universitario, finanziato dall’Adisu.



Il progetto A metà del 2007 venne approvato il progetto riguardante la realizzazione: «Un investimento di 1 milione e 50mila euro – racconta Roberto Cappanera, presidente della polisportiva ternana – per un bocciodromo di oltre 1000 metri quadrati, dotato di 4 piste regolamentari, comprendente spogliatoi, servizi igienici e locali tecnici. In corrispondenza del lato d’ingresso, posto lateralmente ai campi, era previsto un ulteriore corpo edilizio integrato al disegno complessivo del fabbricato, destinato ad ospitare una serie di servizi, in grado di dotare l’impianto di ulteriori spazi per attività sociali e ricreative».

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I servizi Nel rispetto delle finalità – caratterizzare la nuova struttura anche come centro di quartiere – «i servizi previsti all’interno del corpo posto lungo il lato d’ingresso erano: spazi polifunzionali, bar e un ballatoio per la fruizione dell’alto dell’area dei campi. All’interno di tale corpo sono inoltre state previste due scale per i collegamenti verticali ed un ascensore».



False speranze Nel 2008 iniziarono i lavori ed a luglio 2010 sembrava procedere tutto per il meglio. «Entro la fine dell’anno – continua Cappanera – con un anticipo di alcuni mesi rispetto al programma dei lavori, sarebbe dovuto essere ultimato il nuovo bocciodromo Prampolini. Una struttura che dal punto di vista sportivo sarebbe dovuta essere tra le migliori dell’Umbria per una sicura capacità attrattiva anche per gli sportivi provenienti da fuori città, potendo ospitare circa 500 spettatori, per gare nazionali ed internazionali». Ma a fine anno i lavori non sono stati ultimati: «Da quel momento il termine è slittato alla primavera 2011, poi alla fine del 2011, poi ancora entro la primavera del 2012. Ma a gennaio 2014 i lavori non sono ancora terminati».

Investimenti Ad oggi «siamo ancora ospitati nella obsoleta struttura dentro la quale piove, con tetto in amianto, impianti igienici fatiscenti. In questi 6 anni di lavoro il costo della struttura è notevolmente lievitato, passando 1 milione e 50mila a 1 milione e 600mila euro e dove si dovrebbero ancora spendere oltre 200mila. Abbiamo chiesto il perché di questo aumento dei lavori, ma ci sono state date sempre risposte evasive».

Gli sprechi Secondo Cappanera «è stato speso inutilmente oltre un milione di euro per fare una gigantesca struttura quando ne sarebbero bastati poco più di 500mila se fosse stata realizzata con un normalissimo prefabbricato ed oltretutto senza la presenza dei pilastri tra le corsie del gioco delle bocce, fastidiosissime per i giocatori stessi».

Altri problemi Inoltre «la struttura presenta gravi problemi perché è stata realizzata sopra una sorgente d’acqua e all’interno si riscontra un’enorme quantità di umidità che bagna costantemente i fondelli interni e non solo i muri perimetrali». Tanto che il presidente precisa che «dopo circa un mese dalla loro realizzazione, sono stati rifatti tutti i marciapiedi circostanti la struttura perché scavati dall’acqua e quindi crollati».

L’impianto E per finire «nel mese di agosto 2013 è stato realizzato un impianto di riscaldamento a gas quando in realtà, da progetto, lo stesso sarebbe dovuto essere alimentato a corrente. In previsione c’era la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 50kWp con 300mila euro stanziati con una delibera nel giugno 2010. L’impianto ancora non è stato realizzato, ci domandiamo dove sono finiti quei soldi».

Il sospetto Poi arriva l’affondo decisivo: «Sospettiamo – dice Roberto Cappanera – che l’amministrazione comunale voglia ‘costringerci’ a prendere in mano questo scempio così com’è, perché entro il 28 febbraio dovremmo abbandonare la nostra vecchia struttura in via Prampolini per lasciare l’area alla realizzazione del campus universitario, altrimenti svaniscono oltre 4 milioni di euro di finanziamenti». Per la polisportiva «il continuo rimandare la fine dei lavori, oltre a non aver permesso di poter programmare attività agonistiche, ha anche arrecato danni economici».

Il Comune Di solito, quando vengono rivolti attacchi così decisi, è buona norma dare spazio anche alle eventuali repliche. Umbria24 ha ovviamente provato a farlo, contattando direttamente l’assessore Silvano Ricci: telefonate ed sms, però, non hanno avuto risposta.

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