La cerimonia

di Re.Te.

Imbarazzato. E, pure, un po’ preoccupato. Tanto che il sindaco di Polino, Enzo Matteucci, che sabato scorso stava lì, impettito e con la fascia tricolore a tracolla, con accanto il prefetto e il questore, in una cerimonia che, forse, non si sarebbe dovuta svolgere, adesso vuole la verità.

La piazza Sabato scorso, infatti, il Comune di Polino ha intitolato una piazza a Giovanni Palatucci, che era definito lo ‘Schindler italiano’ in quanto gli si attribuiva il salvataggio – pagato poi con la deportazione e la morte nel campo di concentramento nazista di Dachau – di circa 5 mila ebrei di Fiume. Ma le cose non starebbero proprio così. Palatucci non sarebbe stato affatto un eroe, anzi. Dalle ultime notizie, che arrivano dagli Stati Uniti, la sua figura non ne uscirebbe solo ridimensionata, ma addirittura stravolta. Facendone un collaborazionista.

Le notizie È stato il New York Times, giovedì, a rimettere tutto in discussione: «Allo United States holocaust memorial museum di Washington – scrive il prestigioso quotidiano – il racconto delle sue gesta eroiche è stato rimosso da una mostra dopo che i funzionari hanno appreso di nuovi elementi di prova che suggeriscono che, lungi dall’essere un eroe, era un collaboratore nazista entusiasta, coinvolto nella deportazione di ebrei ad Auschwitz». La citta di New York ha revocato la giornata commemorativa a lui dedicata, mentre il museo Yad Vashem e il Vaticano – in corso c’è anche il processo di beatificazione – hanno avviato accertamenti.

Le polemiche Sulla vicenda erano già emerse delle interpretazioni contrastanti e che tendevano a mettere in discussione la versione ufficiale, ma recentemente, Rolando Balugani, vice presidente della Onlus che porta il nome di Palatucci, era intervenuto con veemenza: «Non si tengono in nessuna considerazione le decine di testimonianze di ebrei che hanno dichiarato spontaneamente di essere stati salvati da Palatucci, che era anche un patriota, si stava adoperando, con gli alleati, per salvare l’italianità di Fiume. A differenza di altri funzionari, fanatici esecutori delle direttive di Mussolini, dopo l’8 settembre rimase al suo posto per completare la sua opera di salvataggio degli ebrei».

Il sindaco Enzo Matteucci è frastornato: «Sono sinceramente dispiaciuto per queste polemiche – dice il sindaco di Polino – e a questo punto non posso che augurarmi che gli storici e gli studiosi, laici e religiosi, portino a termine al più presto i loro accertamenti, per poter poi prendere una decisione. Noi abbiamo preso una decisione in assoluta buona fede – spiega il sindaco – ma se verrà dimostrato che si è trattato di un errore non potremo che prenderne atto e provvedere al più presto».