di Daniele Bovi

Sono in tutto 26 gli interventi contro il dissesto idrogeologico che saranno finanziati in Umbria grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e al cofinanziamento della Regione. Nei giorni scorsi è stato infatti pubblicato il decreto con cui Palazzo Donini dà l’ok alla ripartizione delle risorse, assegnandole ai diversi soggetti attuatori. In tutto si parla di 25,5 milioni di euro, dei quali 20,6 arrivano dal Pnrr.

LA TABELLA CON TUTTI GLI INTERVENTI

Dissesto Il Piano post pandemia prevede nel complesso 15,06 miliardi di euro per la tutela del territorio e delle risorse idriche; in particolare, 2,49 serviranno per finanziare le «Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico». Interventi strutturali per mettere in sicurezza il territorio e ridurre il rischio relativo a frane o allagamenti e non strutturali, come ad esempio lavori per la riqualificazione delle opere, il monitoraggio e la prevenzione. Di queste risorse 1,2 miliardi sono destinati ad aree colpite da calamità per una serie di progetti già approvati e per dei nuovi.

Gli interventi Proprio in quest’ambito ricadono quelli al centro del decreto della Regione. I soggetti attuatori, come si vede dalla tabella, sono più che altro i consorzi di bonifica, i Comuni e le Province. Il progetto che assorbirà più risorse è quello della Regione da 4,8 milioni, attraverso il quale verrà consolidata l’area del ponte di Montemolino, mentre tre milioni serviranno per una serie di lavori sul Paglia tra il fosso dei Frati e il torrente Albergo La Nona, a Orvieto. Per il Comune di Perugia ci sono 2,3 milioni per la ripa di Pretola (più altri 700 mila per Villa Pitignano), teatro di numerosi problemi nel corso degli anni, e altrettanti per il Consorzio Tevere-Nera per i bacini di alcuni fossi.

Le opere Con altri 1,2 milioni il Consorzio Val di Chiana Romana e Val di Paglia si occuperà del consolidamento del Nestore e dei suoi affluenti; cifra simile per la Provincia di Perugia e per la provinciale 207 di Caicambiucci, a Gubbio. Un milione, invece, servirà per al Consorzio bonificazione umbra per sistemare il torrente Spina a Spoleto. Altre risorse importanti saranno destinate al consolidamento di Viceno, a Castelviscardo (951 mila euro), per i versanti sotto il centro di Deruta (920 mila euro), per la frana di Collazzone lungo la provinciale 421 (847 mila euro) e così via. Tutti interventi importanti in una regione, l’Umbria, dove tutti i 92 Comuni sono classificati a rischio idrogeologico.

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