di Maurizio Troccoli

E’ un progetto che ha avuto il tempo di innervare le proprie radici nella coscienza dei consumatori attenti e dei protagonisti dell’impresa che guardano al domani scommettendo sulla qualità. Quello del lancio dei cibi a chilometro zero. Ovvero un nuovo modo di concepire il consumo, un modo innovativo e differente di sostenere il cambiamento, un modo infine sostenibile per rispettare l’ambiente e valorizzare il territorio. C’ha scommesso qualche anno fa Coldiretti, con una progettualità nazionale che ha avuto effetti positivi e sviluppi sia in termini economici, sia in termini istituzionali, dando ossigeno alla piccola e media impresa, in una economia di scala. Ma oggi a quel progetto si associano anche importanti altre organizzazioni. Come Confcommercio Umbria che ha sposato il progetto arricchendolo della propria esperienza e del contributo degli operatori del commercio, aderenti all’organizzazione. Insomma all’orizzonte il consumatore e le sue esigenze di qualità, sicurezza e salubrità, in mezzo le organizzazioni e la progettualità e, all’origine, l’impresa agricola con un protagonismo rivisitato ed una esperienza pronta ad essere condivisa sulla capacità di creare rete, di fare sistema. Ecco la cornice entro cui si è sviluppata la sinergia tra le due organizzazioni che, questa mattina, hanno presentato l’accordo.

I dettagli E’ l’accordo quadro tra Coldiretti Umbria e Confcommercio Umbria per “la valorizzazione dei prodotti del territorio nell’ambito del settore turistico e commerciale”, che, tra gli obiettivi principali, si prefigge quello di avvicinare imprese agricole locali e mondo della ristorazione, valorizzando i cibi a “Km Zero” nei menu degli esercizi commerciali umbri. “È fondamentale – ha spiegato Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – che in un momento economico così delicato, le Associazioni di categoria cerchino nuove forme di collaborazione, che possano dare impulso al sistema delle imprese del territorio. In quest’ottica – ha aggiunto Agabiti – dobbiamo innanzitutto valorizzare uno dei patrimoni tradizionali della nostra regione, quello enogastronomico, che si sta dimostrando sempre di più un volano d’attrazione anche per il turismo umbro. L’accordo – ha proseguito Agabiti – punta a sviluppare i prodotti ed il lavoro delle imprese agricole, trovando nuovi sbocchi nella ristorazione locale, nelle attività turistiche, congressuali e sportive, in modo da soddisfare le esigenze di tanti consumatori che in Umbria debbono potere “trovare” carni umbre, vino ed olio umbri, così come frutta e verdura locali e di stagione. Questo tipo di intese sono importanti – ha concluso Agabiti – perché consentono di generare valore e ricchezza che rimane nel nostro territorio, attivando altri processi virtuosi di crescita e un nuovo modo di vivere lo sviluppo economico nell’epoca della globalizzazione”.

Il protagonismo degli operatori commerciali “La sinergia tra diversi settori economici, che sperimentiamo oggi in Umbria con un accordo che ha pochi precedenti in Italia – ha aggiunto Aldo Amoni, Confcommercio regionale dell’Umbria – è un elemento strategico in una logica più ampia di sviluppo dell’economia regionale. La qualità del territorio e dei suoi prodotti per le nostre imprese – nel turismo, ma certamente anche nel commercio – è addirittura un fattore della produzione, e non possiamo non ritenere prioritario lavorare su questo fronte. Sono molti gli esercizi ricettivi e della somministrazione che hanno puntato sulla qualità anche offrendo alla propria clientela i migliori prodotti del territorio. L’accordo con Coldiretti ci consentirà di fare un passo in avanti in questa direzione. Noi metteremo al servizio di questa intesa l’esperienza e la professionalità dell’Università dei Sapori di Perugia: una struttura formativa conosciuta in ambito nazionale ed internazionale, che ha posto tra i suoi obiettivi anche la promozione della cultura dell’alimentazione, la valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità. nL’accordo bene si inserisce, infine, nella nostra attività tesa al recupero e al rilancio dei centri storici, e alla salvaguardia, in questi contesti, del commercio di prossimità, che continua a svolgere un ruolo importante di servizio, soprattutto nei confronti dei consumatori con meno mobilità. A questa tipologia distributiva ci si può riferire come ulteriore ideale “volano” di promozione e commercializzazione delle promozioni locali”.

Dalla terra alla tavola “L’accordo quadro con Confcommercio – ha sottolineato Roberto Montagnoli, vicedirettore Coldiretti Umbria – porterà a rifornire gli esercizi commerciali umbri direttamente dagli imprenditori agricoli Coldiretti aderenti al circuito di filiera corta “punto Campagna Amica”, che contraddistingue le aziende che producono e vendono prodotti esclusivamente Made in Italy. Inoltre – ha aggiunto Angelo Corsetti, direttore Coldiretti Umbria – i commercianti che acquisteranno dalle imprese Campagna Amica, potranno richiedere di utilizzare il marchio “Km Zero”, visto che depositaria dello stesso, è proprio la Fondazione Campagna Amica Coldiretti. In questo programma di valorizzazione delle produzioni agricole umbre – ha concluso Corsetti – è qualificante il rapporto con l’Università dei Sapori – promossa da Confcommercio della provincia di Perugia – in particolare all’interno di tutti i tematismi del Bando TAC 2 (Turismo Ambiente Cultura)”.

Fare sistema “All’accordo quadro – ha puntualizzato Federico Fiorucci, coordinatore regionale Confcommercio Umbria – seguiranno “accordi di secondo livello” per definire nel dettaglio le attività più operative, e per mettere a punto iniziative di promozione congiunte sui mercati turistici più interessanti e sul mercato domestico. Sarà un importante banco di prova per l’accordo, che dovrà essere sostenuto con azioni finalizzate a “fare sistema” anche sul fronte delle risorse che la Regione può destinare alla promozione turistica e del territorio”.

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