di Dan.Bo.
Un’Umbria con alti livelli di istruzione e formazione ma indietro per quanto riguarda innovazione, ricerca e creatività. È questa la “fotografia” scattata da Istat che, venerdì, ha diffuso i numeri della seconda edizione del report «BesT», che delinea i profili di benessere equo e sostenibile della regione analizzando 70 indicatori. «Il report – spiega Istat – analizza la regione e le sue province evidenziando i divari rispetto all’Italia, i punti di forza e di debolezza, oltre alle evoluzioni recenti».
L’Umbria In particolare, l’Istituto classifica le regioni in cinque classi di benessere relativo: bassa, medio-bassa, media, medio-alta e alta. Complessivamente il 46,1 per cento delle misure colloca le province umbre nelle classi di benessere alta e medio-alta, mentre il 17,2 per cento in quelle bassa e medio-bassa, contro una media che nel resto del paese si attesta rispettivamente al 41,8 e al 35,6 per cento. A livello provinciale Terni risulta quella più svantaggiata, con la frequenza più elevata di posizionamenti nelle classi bassa e medio-bassa (18,7 per cento, 3,1 punti percentuali in più rispetto a Perugia) e la frequenza più bassa nelle classi alta e medio-alta (43,7 per cento, 4,7 punti in meno).
Istruzione e innovazione Per Istat «il quadro più critico» è quello che riguarda innovazione, ricerca e creatività: più di un indicatore su tre è nelle due ultime classi mentre nelle prime due non ce n’è nessuno. L’altro lato della medaglia è rappresentato da istruzione e formazione, con il 44,4 per cento degli indicatori nella classe di benessere relativo alta, il 22,2 per cento nella classe medio-alta e nessun posizionamento nella classe di coda. L’Umbria in particolare è otto punti sopra la media per quanto riguarda la percentuale di neodiplomati che si iscrivono all’università (60 per cento). Numeri che restituiscono in modo plastico un problema strutturale dell’Umbria: alti livelli di formazione in particolare tra i giovani che però non trovano un tessuto economico adatto alle proprie competenze.
Politica ed economia Posizione elevata anche per gli indicatori relativi a politica e istituzioni tra partecipazione alle elezioni europee superiore alla media italiana e una maggior quantità di donne elette nelle amministrazioni comunali. Se si parla poi di reddito disponibile equivalente (quello che tiene conto del numero dei componenti della famiglia), in Umbria il 50 per cento degli individui residenti in famiglia dispone di almeno 18.600 euro annui, a fronte di un valore mediano di 17.500 euro per l’Italia e di 18.300 per il Centro; tra le province, quella Perugia ha un valore più elevato (18.800 euro) rispetto a Terni (17.900 euro). Anche la disuguaglianza tra gli individui poi è più contenuta rispetto al resto d’Italia.
Cultura e servizi Bene anche gli indicatori relativi a musei e biblioteche. «L’Umbria – spiega Istat – mostra una ricca e diffusa offerta culturale: in più della metà dei Comuni è presente almeno un museo e in oltre due terzi è attiva una biblioteca». Sul fronte dei servizi offerti dagli enti pubblici, va avanti la transizione digitale dei Comuni, con una diffusione e una gamma di servizi online superiori alla media; in particolare si parla di quelli legati a mense scolastiche, certificati anagrafici e contravvenzioni.
