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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 21:23

Più della metà dei lavoratori sono pazienti psichiatrici: riapre il ristorante più inclusivo dell’Umbria

Da Numero Zero si cena dal mercoledì al sabato e si pranza nei festivi, Serra: «Diamo dignità a chi non trova mai lavoro»

Ristorante zero di Perugia

Più della metà dei lavoratori sono in carico al servizio di salute mentale della Usl e tutti i proventi sono destinati alle attività delle associazione RealMente. Si chiama Numero zero ed è il ristorante inclusivo riaperto a Perugia dopo lo stop imposto dal Covid-19 e pronto ad accogliere clienti nelle serate di mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, più per il pranzo della domenica e i festivi. I primi commensali sono stati riaccolti mercoledì sera, dopo una settimana di rodaggio del personale e una serie di lavori di adeguamento e sistemazione del giardino realizzati con l’aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Più della metà dei lavoratori sono pazienti psichiatrici Il progetto è dell’associazione RealMente in collaborazione con la Fondazione La città del sole onlus che hanno scelto di portare l’inclusione della diversità psichiatrica nel luogo simbolo dell’incontro, cioè il ristorante, con l’obiettivo di dar vita a un contesto in cui la diversità non crea imbarazzo e accendere anche un autentico senso d’appartenenza anche per chi è stato messo a margine. Il ristorante Numero Zero di Perugia è un’attività senza fini di lucro, perché tutti i proventi vengono destinati al finanziamento delle attività delle associazioni che crea progetti socioculturali per persone con disabilità psichica e mentale attraverso diversi mezzi, tra cui il cinema, la radio e, appunto, il cibo. «L’obiettivo è quello di dare dignità vera, anche attraverso il lavoro, a chi il lavoro non lo trova mai. Questo contenitore rappresenta un laboratorio per la città di Perugia e si inserisce nelle azioni che mirano alla costruzione di progetti di vita personalizzati, con focus spinto sulle autonomie, di utenti psichiatrici» ha spiegato Raffaella Serra, presidente di RealMente.

Riapre il ristorante più inclusivo dell’Umbria Ecco il ristorante più inclusivo dell’Umbria Ma l’ambizione è andare anche oltre la ristorazione non appena la pandemia lo consentirà, trasformando Numero Zero in un luogo aperto alle suggestioni più diverse, un vero e proprio centro culturale per eventi, musica, rassegne di cinema, incontri e laboratori, aperto anche alla cittadinanza e alle associazioni perugine che potranno proporre eventi e collaborazioni. A dirsi «particolarmente orgogliosa» è Cristina Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che considera il ristorante inclusivo «l’unica nel nostro territorio che ha saputo rispondere concretamente ai bisogni occupazionali delle fasce di popolazione più fragili facendo allo stesso tempo cultura e diventando così un modello su scala nazionale». La riapertura di Numero Zero per il sindaco Andrea Romizi «arricchisce la qualità dell’offerta dei servizi nel centro storico ed è di esempio per la sua peculiarità di proporre un nuovo approccio alla Psichiatria, con una formula innovativa e di elevata funzione sociale. Siamo molto orgogliosi che a Perugia sia presente una realtà così di rilievo, a cui guardano con vivo interesse anche altre città italiane e a cui offriamo tutto il nostro sostegno».

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