A una settimana dalla chiusura improvvisa di Piscine dello Stadio si torna a parlare della struttura ed ecco che tre interrogazioni sbarcano sul tavolo di Palazzo Spada lunedì pomeriggio durante la seduta del consiglio comunale. I consiglieri di Forza Italia, Senso civico e Movimento 5 stelle chiedono all’amministrazione «possa in qualche modo operare al fine di garantire la ripresa dell’attività». A chiarire i dubbi ci pensa l’assessore allo Sport, Elena Proietti: «Il monte debiti è di 300 mila euro – ha stigmatizzato -. Prima udienza per le chiavi il 26 gennaio». Intanto a tornare sull’argomento è la società ‘Stadium Wellness & health Ssd Arl’: «Gestiamo gli spazi acqua – scrivono in un comunicato stampa – ci scusiamo, ma non siamo responsabili di nulla».

Piscine dello Stadio Decisa l’assessore allo Sport ricapitola la questione Piscine dello Stadio: «Tutto nasce da una convenzione del 20 marzo del 2012 – dice – firmata dal Comune di Terni, che è il concedente, il quale affida per la durata di 29 anni l’uso e la gestione a carico del concessionario, che ha la facoltà di trovare e scegliere autonomamente un sub concessionario che in loco vada a mettere in campo la gestione, in questo caso parliamo della Pds Sport & Fun. Ci sono fatture aperte già dal 2017 e la situazione con il Covid non è cambiata anzi ha avuto un’accelerazione». Elena Proietti dà lettura delle ultime relazioni tra concessionario e concedente e spiega che «il concessionario ha presentato un provvedimento d’urgenza e ci sarà la prima udienza per rientrare in possesso delle chiavi il 26 gennaio».

Chiavi e debiti «Il 18 gennaio c’è stata un’altra comunicazione da parte del concessionario – continua l’assessore -nella quale comunica che nessuno si è presentato all’appuntamento della ricongegna delle chiavi. Già dal 12 gennaio il Rup chiedeva chiarimenti al concessionario in merito alle utenze e agli allacciamenti dell’impianto sportivo alle reti pubbliche. Il giorno della chiusura il concessionario ha risposto all’interrogazione in merito alle utenze comunicando la risoluzione del contrato con il sub concessionario a partite dal 31.01.22 e chiarisce che solo casualmente è venuto a conoscenza della chiusura dell’impianto sportivo». Per quanto riguarda il ruolo dell’amministrazione l’assessore dice: «Questa documentazione chiarisce come l’amministrazione comunale è intervenuta ogni qualvolta si mostravano delle criticità e il Rup periodicamente ha chiesto al concessionario il programma delle attività previste e il consuntivo delle attività svolte oltre alla relazione sugli interventi di manutenzione. Anche la risoluzione del 31 gennaio nasce dalla volontà dell’amministrazione di creare un tavolo tra Piscine Stadio e Pds Sport & Fun, che si è svolto presso il mio ufficio e sembrava che tutto si potesse rivolvere, il Comune ha fatto solo da mediatore perché non può intervenire tra due utenze private». Monte debiti e utenze: «È stata negata l’utenza dell’acqua – continua Elena Proietti – oltre a quella elettrica, il monte debiti è di circa 300 mila euro. Il Comune non può e non deve intervenire perché è irrispettoso nei confronti dei cittadini e delle altre società sportive. Siamo in costante collegamento con la Salini per capire con chi si può sostituire questo gestore, serve un imprenditore serio, ma questo è opera del concessionario. L’assessore – chiosa – darà tutto il suo supporto a livello politico».

Stadium prende posizione «La società Stadium – si legge nel comunicato stampa – è una società indipendente dalle società Pds Sport & Fun, subconcessionaria dell’impianto, e Piscine dello Stadio Fitness & Wellness, società che gestisce nella struttura le attività collegate al fitness. Stadium ha in gestione solo gli spazi acqua delle Piscine dello Stadio con vigente contratto di subgestione e non ha esposizioni economiche nei confronti di terzi, ciò nonostante la grave crisi economica conseguenza del Covid. Non solo, in questo periodo di crisi ha sostenuto e si è fatta carico di oneri non dovuti contrattualmente pur di consentire agli iscritti iscritti l’utilizzo dell’impianto. Sforzi profusi – continuano – anche per gli atleti delle squadre agonistiche, di nuoto e pallanuoto, che hanno così potuto continuare ad allenarsi durante il periodo della pandemia, nel rispetto delle normative di legge, ottenendo indiscussi risultati sportivi di primo piano. Stadium, pur non essendo responsabile di alcunché, si scusa con i propri iscritti ed atleti, così come con i loro familiari e tutti gli utenti della struttura, per il disagio della chiusura delle Piscine dello Stadio di Terni e farà valere nelle opportune sedi di giustizia i propri diritti e quelli degli abbonati».

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