Pierantonio il medico di base che assiste 500 dei 900 residenti chiude l’ambulatorio e si sposta a Umbertide. Si apre con lo smantellamento dell’ultimo ambulatorio a disposizione della comunità, il 2026 della comunità colpita ormai quasi tre anni fa dalla sequenza sismica. La giunta comunale guidata dal sindaco Luca Carizia, con una nota, ha definito «grave e inaccettabile» la perdita del professionista sanitario in un territorio colpito dall’emergenza, spiegando poi di aver fatto il possibile dall’autunno scorso, quando cioè si è avuta notizia dell’intenzione del medico di chiudere l’ambulatorio di Pierantonio «non più conforme ai requisiti strutturali», come precisato dalla Usl 1 in una nota. In questo quadro, il Pd di Umbertide, che sulla vicenda ha depositato un’interrogazione urgente al sindaco, sollecitandolo «a valutare la possibilità di installare moduli prefabbricati a Pierantonio, ormai un paese fantasma».

In questo quadro l’amministrazione sostiene di aver favorito un accord0, fino al 31 dicembre 2025, tra il proprietario dell’immobile che ospita l’ambulatorio e lo stesso professionista sanitario, ma ulteriori soluzioni per garantire il presidio non sono state individuate. In questo senso, l’amministrazione comunale di Umbertide spiega di aver valutato «opzioni alternative, compreso l’uso di spazi comunali», che però si sono rivelate «impraticabili a causa della grave carenza di locali dell’ente disponibili nella frazione, carenza aggrava dal sisma e dalla delocalizzazione di due scuole».

La Usl 1 è stata coinvolta nei tentativi compiuti per evitare di lasciare la comunità terremotata di Pierantonio senza medico di base sia attraverso un incontro iniziale che con un pressing per ottenere l’assegnazione di un nuovo medico di base che garantisse il servizio nella frazione. «La direzione sanitaria ha confermato l’oggettiva carenza di medici di medicina generale, che rende per ora impossibile l’assegnazione di un nuovo professionista a Pierantonio», è scritto nella nota della giunta comunale di Umbertide, che assicura «il dialogo costante con la Usl per individuare ogni possibile soluzione futura, evitando semplificazioni che rischiano solo di alimentare inutili tensioni».

Sul caso ha presentato anche un’interrogazione urgente il gruppo consiliare del Pd, chiedendo al sindaco «quali iniziative intende mettere in atto per garantire la riapertura dell’ambulatorio del medico di base a Pierantonio». Pure per i del la chiusura dell’ambulatorio a Pierantonio è «una grave perdita per la comunità locale, l’ennesima in termini di servizi per una frazione che, a tre anni dal sisma, è ormai un paese fantasma con tante persone che se ne sono andate e che difficilmente torneranno». Il Pd, quindi, chiede interventi «per non perdere il servizio e venire incontro soprattutto alla popolazione anziana e in difficoltà, che ha maggiore difficoltà a spostarsi», cercando di «capire le esigenze dei professionisti e le necessità di una comunità, ascoltando e individuando rapidamente soluzioni». Il gruppo di opposizione, dunque, chiede «uno scatto all’amministrazione comunale, mettendo magari a disposizione dei medici moduli prefabbricati o spazi pubblici (ricordiamo che alcuni anni fa un locale del Cva di Montecastelli venne assegnato al medico di base del territorio)».

Dal canto suo la Usl 1, con una nota, «conferma di aver verificato la situazione e di aver valutato tutte le soluzioni ad oggi praticabili» dopo che «il medico in questione, il mese scorso, ha informato la azienda sanitaria della sua decisione di chiudere l’ambulatorio di Pierantonio non più conforme ai requisiti strutturali». Anche la direzione del Distretto dell’Alto Tevere conferma come, «per sopperire a questo problema, nei mesi precedenti, in collaborazione col Comune, erano state effettuate diverse ricognizione per individuare una sede alternativa idonea, senza riuscire a reperire una soluzione praticabile». Resta ferma «la piena disponibilità della Usl 1 a proseguire il confronto per individuare quanto prima una soluzione condivisa che consenta di ripristinare il servizio».

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