di Mar. Ros.
Palazzo Spada mantiene il prezzo a base d’asta per la gara di concessione dell’ex Merendero ma allunga i tempi di gestione. Una prima gara pubblica indetta dal Comune di Terni per la gestione del vecchio ristorante che oggi cade a pezzi è già andata deserta. In quel caso il contratto a bando aveva una durata di 11 anni e il canone di concessione era stato fissato dagli Uffici tecnici dell’ente a 18 mila euro. Ora la durata di gestione si allunga fino a 20 anni e il concessionario inizia a pagare solo dal quinto. I 360 mila euro complessivi, dunque saranno rateizzati: 22 mila e 500 euro l’anno dopo i primi cinque di attività.
Ex Merendero Da tempo al centro dell’attenzione, ma anche delle polemiche e alla portata di vandali e sbandati, i locali situati in zona Ara Marina, in riva al lago di Piediluco giacciono isolati dal resto del paese, subendo inesorabilmente gli effetti dell’incuria. I residenti sognano di poter vedere quel posto vivere di nuovo. È senza dubbio uno dei più belli e suggestivi della località lacustre. A quanto pare però serve un coraggioso con prospettive a lungo termine per riaprire i battenti e lavorare, anche in considerazione del fatto che occorre da subito investire per una ristrutturazione dell’immobile e che le utenze saranno completamente a carico dell’aggiudicatario.
Nuovo bando Di buono c’è che palazzo Spada per i primi cinque anni di attività, al fine di agevolare chi si aggiudicherà la concessione, non pretende un soldo salvo un deposito cauzionale al momento della presentazione della domanda e la stipula di una fidejussione bancaria a copertura di tutti gli oneri economici che si assumono alla sottoscrizione del contratto. Deserta la prima gara, con bando di gestione a 18 mila euro l’anno per 11 anni, il Comune sembrava intenzionato non solo ad allungare i tempi, ma anche a ridurre il canone. Negli ultimi mesi, la Direzione lavori pubblici e manutenzioni patrimonio ha quindi lavorato, col benestare della Direzione attività finanziarie, alla definizione di nuovi criteri per l’assegnazione dell’immobile e della spiaggia attrezzata. Risultato: tempo di gestione quasi raddoppiato e canone invariato, la giunta approva.
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