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martedì 25 gennaio - Aggiornato alle 02:16

Piano sanitario regionale, a Terni Ordine dei medici incalza per ospedali integrati e clinica-stadio

Proseguono le audizioni in Seconda commissione a Palazzo Spada, in calendario i prossimi summit

di M.R.

«Pensare il nuovo ospedale di Narni-Amelia, indispensabile tanto quanto quanto quello di Terni, come estensione di quest’ultimo». Questa la prima e significativa riflessione dei rappresentanti dell’Ordine dei medici di Terni, Donzelli e Bonanno, intervenuti lunedì pomeriggio in Seconda commissione consiliare a Palazzo Spada nell’ambito del calendario di audizioni elaborato al fine di portare in Regione una proposta bipartisan da sottoporre all’attenzione dei decisori politici di Palazzo Donini.

Via a ciclo audizioni Una considerazione che racchiude in sé la convinzione che la realizzazione di nuovi nosocomi sia assolutamente necessaria ma che introuce anche la possibilità di un nuovo modello di collaborazione tra le strutture, non soltanto in virtù delle caratteristiche diverse che, nel pensiero dell’Ordine dei medici devono mantenere, quindi altà specialità da un lato e riabilitazione dell’altro, ma anche affinché vi sia flessibilità nell’impiego e l’interscambio di di professionalità tra strutture, quindi potendo fare capo ad un’unica direzione aziendale. In audizione, i due medici non hanno mancato di riconoscere come la bozza del piano sia ancora fumosa e come alcuni aspetti non possano assolutamente essere condivisi: uno su tutti la riduzione dei distretti basata su criterio demografico, ovvero di numeri di popolazione e non  su base epidemiologica e sanitaria. Al netto di botta e risposta consumatisi a distanza tra l’assessore regionale Luca Coletto e il presidente della Ternana Stefano Bandecchi, la sezione provinciale dell’Ordine dei medici ha inoltre stigmatizzato quanto sia prettamente politica la scelta di dar seguito al progetto stadio-clinica, «perché è vero che il sistema dei posti letto convenzionati è al momento saturo ma i rapporti in questione sono in essere solo nel Perugino e coi contratti in scadenza può essere pensata una rimodulazione territoriale» senza che il ministro Speranza sia chiamato ad alcuna deroga.

Piano sanitario regionale Nel corso del confronto tra medici e commissari dell’organismo presieduto dalla leghista Rita Pepegna, non è mancato inoltre il riferimento agli ospedali di comunità; strutture piccole rispetto ai nosocomi tradizionali e quindi difficili da concepire è stato detto. Evidentemente dunque meritevoli di approfondimento. E di momenti non ne mancheranno perché con l’obiettivo di relazionare al termine di un percorso di confronti alla Terza commissione regionale, diretta dalla meloniana Eleonora Pace, sono stati già programmate a Palazzo Spada diverse audizioni: venerdì mattina sarà la volta del sindacato dei medici, martedì 14 alle 15.30 i sindacati del comparto sanitario, venerdì 17 sarà audito il direttore dell’ospedale ternano Pasquale Chiarelli e forse qualche rappresentante dell’Università. E mentre la data del 20 dicembre potrebbe essere quella del vertice in Regione, non si è ancora riusciti a calendarizzare un tavolo col numero uno dell’Usl Umbria 2 Massimo De Fino latita. Nel frattempo l’Ordine dei medici ha avuto modo di apprezzare la coesione tra forze di maggioranza e opposizione sul tema sanitario e del resto a Palazzo Spada non mancano tra i banchi del consiglio tecnici e professionisti del settore, gli stessi che fanno parte della sottocommissione appositamente costituita, che non possono non concordare su una esigenza prima di tutte le altre: realizzare un nuovo nosocomio a Terni. Significativa in tal senso la testimonianza del pentastellato Claudio Fiorelli: «Giorni fa per trasferire una paziente da un reparto all’altro ho dovuto fare un giro inconcepibile per raggiungere un ascensore che fosse sufficientemente grande da tenere me, la barella e il macchinario al seguito. Tecnologie inesistenti e impensabili quando l’ospedale è stato progettato, parliamo degli anni ’30».

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