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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:06

Piano sanitario regionale a Terni, criticità e proposte: via audizioni di medici e sindacati

Seconda commissione istituisce tavolo di lavoro: verso la stesura del documento da sottoporre alla Regione

di M.G.P.

Piano sanitario regionale e criticità nel Ternano. Questi sono i temi trattati martedì mattina in Seconda commissione. «Dobbiamo farci sentire» dicono i consiglieri, ma rimangono comunque dubbi e perplessità: «È giusto fare queste istanze ma la domanda che mi faccio è: quanto peso hanno in Regione?». Intanto il 2 dicembre ci sarà un incontro tra l’assessore alla Salute Luca Coletto e il dirigente sanità Eleonora Pace per predisporre il calendario delle audizioni. La commissione istituisce un gruppo di lavoro e dà il via all’organizzazione di incontri con l’ordine dei medici, i sindacati, i direttori di Usl 2 e ospedale per poi preparare un documento da presentare in Regione.

Nodo sanità a Terni Prende la parola per primo per illustrare le varie problematiche della sanità nel Ternano Claudio Fiorelli (M5s): «Il 18 gennaio 2021 protocollammo una lettera che è stato frutto di un incontro di persone in Seconda commissione che poi presentammo in Regione – dice -. In questa lettera erano ricordate quelle che secondo noi erano le criticità dell’aspetto sanitario non solo di Terni direttamente ma anche indirettamente perché dal momento cui si intaccano utenze come Narni e Amelia indirettamente Terni subisce la mancanza di questi presidi ospedalieri. Si sta proprio parlando di come ridurre l’accesso al pronto soccorso di Terni ma se non c’è dietro un piano sanitario che pretende delle politiche anche sugli ospedali limitrofi è inutile. Poco tempo fa è uscita la bozza del piano sanitario che dà delle indicazioni molto generiche, dà dei titoli a dei capitoli che devono essere sviscerati». La giunta regionale a metà novembre ha infatti preadottato il nuovo Piano sanitario 2021-2025. «Questo ci può dare uno spunto – continua Fiorelli – per cercare di consegnare prima che parta questo piano qualcosa che indichi quale sono le criticità, solo chi sta a Terni conosce le problematiche del posto, sicuro non lo sanno in Regione. Con queste audizioni per la prima volta c’è un’apertura da parte della Regione». A Palazzo Spada martedì mattina anche il sindaco Leonardo Latini: «Criticità ma anche potenzialità – ha detto il primo cittadino – perché è vero che ci sono tanti problemi ma abbiamo un sacco di capacità sotto tanti punti di vista. Le capacità dei nostri operatori sanitari vanno valorizzate all’interno di una programmazione regionale. Di fondo al Piano sanitario c’è la distribuzione uniforme dei servizi delle risorse sui territori, quindi va dato a ciascuno secondo i bisogni e le potenzialità. Riconquistare quel ruolo perso negli ultimi 7/8 anni. Portare le istanze della comunità ternana, non solo sanità ma anche il problema ambientale, l’invecchiamento della popolazione, le situazioni strutturali nel suo complesso in Regione».

Confronto in commissione Prende la parola Sergio Armillei (Lega): «Il Piano è generico – dice – ma servirà come bozza per essere completato poi con le esigenze dei territori. Nella bozza per esempio si tratta il tema ‘case di comunità’ che passano da 4 a 22 e c’è un incremento degli ospedali di comunità. È da vedere cosa rientra in questi termini, e già sarà un elemento di discussione». Ed ecco che viene sollevato il tema Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico): «C’è la possibilità – continua Armillei – di avere sedi decentrate con molti luoghi a seconda delle pratiche di ricerca da perseguire. È chiaro che ci deve essere un’unica sede amministrativa». Ospedale e posti letto: «Serve un riequilibrio a livello di cliniche e posti letto – chiosa il consigliere della Lega – di presenza assistenziale che deve essere riequilibrata tra nord e sud della Regione perché questo squilibrio c’è e va rivisto».

Meno distretti e servizi A questo punto interviene la consigliera Doriana Musacchi (Gruppo misto) ed espresse alcuni dubbi: «È giusto fare queste istanze ma la domanda che mi faccio è: quanto peso hanno in Regione? Nel Piano regionale sanitario anche di queste deve essere tenuto conto, ci deve essere una ripartizione del territorio tra Terni e Perugia in modo equo. In più ai cittadini interessano ben poco tutto questo discorso burocratici, ai cittadini interessa il servizio. Infatti ho presentato un atto che arriverà in commissione anche a breve per questo. Faccio un esempio banale per i servizi, le liste per le visite. Altro esempio e per quanto riguarda la parte Sim infantile, non hanno il Cup. I genitori per prendere una visita devono andare direttamente in struttura, cosa gravissima». Prende la parola Tiziana De Angelis (Pd): «Dobbiamo chiedere alla Regione che sistema si vuole realizzare, dobbiamo avere delle risposte precise. Per altro non si parla più ammodernamento tecnologico, che fine ha fatto? Mancano dei settori sanitari interi come per esempio quello per la tutela delle donne e la salute mentale. Oggi abbiamo le risorse, non perdiamo l’occasione di prenderle. Non parliamo più di Umbria del sud e del nord, parliamo dell’Umbria. Terni deve avere la sua collocazione, i suoi posti, riconoscersi nei servizi, nei posti letto, ovunque. Non possiamo ancora dividerlo, un territorio è un territorio».

Ospedale e gruppo di lavoro Nodo legge 70: «L’ospedale di Terni – riprende Fiorelli – aveva grande attrattività ma adesso non è più attrattivo, le persone si spostano e non vengono più a Terni. Dietro ci deve essere una visione politica e una capacità di concretizzare. Parliamo della legge 70, se noi la attutassimo metà dei reparti dell’ospedale Santa Maria andrebbero chiusi perché in questa legge si prevedono degli standard qualitativi che in alcuni reparti non riusciamo a raggiungere». I consiglieri sono d’accordo: «Sintetizzare e presentare le richieste in maniera chiara». Ok della commissione e viene ricreato il gruppo di lavoro composto da Armillei, Fiorelli, Tobia, Leonelli, Cozza, Rossi, Pepegna, Dacunzo e Filipponi. Dalla settimana prossima partiranno gli incontri con l’ordine dei medici e con i sindacati per poi scrivere il documento da presentare in Regione.

 

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