Un impianto per la selezione dei rifiuti

di Dan. Bo.

Sessantamila, forse settantamila tonnellate all’anno di Css, il Combustibile solido secondario da produrre negli impianti della regione e poi da spedire fuori regione per essere bruciato. La stima è fatta nell’aggiornamento al Piano rifiuti, datato 2009, presentato martedì dall’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti al tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo. Un documento che è probabilmente il più importante di queste ultime settimane di legislatura, quello attraverso il quale porre la pietra angolare della chiusura del ciclo e che la giunta (non è previsto un nuovo passaggio in consiglio regionale) pensa di approvare tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Questo mese sarà sfruttato per una fase di partecipazione del Piano, tanto che per la prossima settimana è già in agenda un incontro con i comuni umbri all’Anci; poi toccherà anche alle associazioni ambientaliste.

Il Piano L’obiettivo generale è quello di «elevare la qualità ambientale ed economica del sistema di gestione integrata dei rifiuti dell’Umbria avendo come orizzonte strategico l’obiettivo “rifiuti zero”». In questo quadro si inserisce l’abbandono dell’opzione termovalorizzatore, una scelta fatta molti mesi fa sulla base dell’incremento della differenziata (passata dal 30 al 53 per cento), della riduzione della quantità di rifiuti (da 594 mila tonnellate previste nel 2009 a 476 mila) e pure sulla base di valutazioni economiche (il termovalorizzatore comporterebbe un investimento enorme). Per produrre il Css servirà un adeguamento degli impianti (in particolare quello di Pietramelina), che riguarderà anche altri tipi di rifiuti, specialmente l’organico, gli ingombranti e quelli che arrivano dallo spiazzamento stradale. Otto poi sono i milioni investiti dalla Regione su quelli che si occupano del pretrattamento dei rifiuti.

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DI GESENU

Gestione ordinata Secondo Rometti con il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata delineati dal Piano (68%) e gli adeguamenti impiantistici «saranno considerevolmente abbattuti i conferimenti in discarica, in cui finirà solo la parte residuale come sovvalli e scarti», tanto che in cinque anni i fabbisogni di smaltimento in discarica saranno più che dimezzati. «Ridefiniti gli obiettivi della pianificazione – aggiunge l’assessore -, nella proposta di adeguamento si sottolinea che si deve far sì che vi sia una gestione “ordinata” dei flussi di materiali per evitare che il sistema gestionale esca, anche se parzialmente, dal controllo pubblico». Con accordi di programma tra pubblico e privato si monitorerà il sistema, si rendiconteranno flussi e materiali trattati e si informeranno i cittadini su dati gestionali e ambientali.

Scelte diverse «L’atto che presento oggi – ha detto Rometti – potrebbe essere assunto con una delibera di giunta e non necessiterebbe di passaggi partecipativi e consiliari. Tuttavia la scelta che abbiamo operato, vista l’importanza della materia e le ricadute che essa ha a vario titolo sulla comunità regionale, è stata quella di fare un ulteriore percorso concertativo. Sulla termovalizzazione prevista dalla pianificazione del 2009 non vi è stata in questi anni alcuna condivisione, neanche da parte di coloro che l’avevano sostenuta. Ora possiamo dire che, rispetto a quanto a suo tempo programmato, sono mutate le condizioni di contesto e legislative, e sono stati raggiunti risultati tali da supportarci verso una scelta diversa, pragmatica e concreta, da consegnare a fine legislatura a chi sarà chiamato ad occuparsi della pianificazione dei rifiuti in Umbria».

Twitter @DanieleBovi

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