Bassetti e Boccali firmano il protocollo

di Daniele Bovi

Cambiano le tipologie di povertà e con essi anche il modo di combatterla. Nuove povertà che sono al centro del protocollo di intesa firmato mercoledì da Comune e Caritas della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, «due istituzioni alleate – hanno detto il sindaco Wladimiro Boccali e il vescovo Gualtiero Bassetti – per contrastare le difficoltà economiche della crisi». Il pacchetto di azioni previsto dal protocollo, supervisionate e programmate da un unico gruppo di coordinamento, parte da un’analisi congiunta avviata nel settembre dell’anno scorso dalla quale è emerso il «sistematico aumento delle persone e delle famiglie che si rivolgono ai servizi sociali territoriali». Un 30% in più dall’inizio della crisi stima la Caritas, che tramite le cento parrocchie sul territorio, che accusano anche un calo delle offerte, assiste moltissime famiglie: dalle 200 di quelle più grandi alle poche di quelle più piccole.

Gli interventi «Gli interventi studiati – ha detto Bassetti – sono belli e dignitosi per i poveri». Tra questi rimane il classico pacco tramite il quale si danno beni alimentari e altri generi, ma oltre a questo lo strumento più innovativo è quello del voucher e della carta di pagamento. Strumenti mirati e vincolati (per evitare la dispersione di risorse) con i quali chi ha bisogno potrà comprare cibo, prodotti per l’igiene della persona e della casa, farmaci oppure pagare le bollette. Contributi diretti potranno essere dati invece anche per la parziale copertura dell’affitto, del mutuo o delle rate condominiali. Altro strumento è quello dei buoni lavoro mirati all’attivazione di progetti di accompagnamento o di partecipazioni a corsi. Voucher e carte dovrebbero entrare in funzione al massimo entro il primo gennaio.

Le nuove povertà Oltre a quella povertà «cronica ed estrema» di cui già ci si occupa, con il protocollo si cerca di affrontare quella che riguarda le persone sulla soglie dell’indigenza o che rischiano di scivolarci dentro. I casi possono essere quelli di malattie invalidanti, la perdita del lavoro di uno o, addirittura, di due membri della famiglia mentre c’è da pagare un mutuo, una separazione, un lutto. Eventi che se fino a qualche anno fa potevano essere affrontati meglio, oggi rischiano di gettare le famiglie nel bisogno. Per sostenere il pacchetto di interventi integrati Comune e Caritas costituiscono un fondo di solidarietà, che nella fase iniziale prevederà la condivisione di risorse. Stimarle, come spiega Bassetti, non è facile anche se al momento la cifra da parte del Comune, come riferito dall’assessore Andrea Cernicchi, si aggira intorno ai 300 mila euro.

Tavolo di solidarietà Un lavoro di coinvolgimento verrà fatto nei confronti delle banche «alle quali chiederemo – ha detto Cernicchi – di sostenere le famiglie», verso i supermercati e in generale verso tutti quelli che vorranno aderire a questo Tavolo di solidarietà. Chi avrà bisogno di aiuto potrà farlo rivolgendosi agli Uffici di cittadinanza del Comune o ai Centri di ascolto della Caritas. Dopo un primo colloquio si dovrà presentare una domanda e tutta la documentazione necessaria per ottenere gli interventi richiesti e, per ogni persona o nucleo familiare, Comune e Caritas realizzeranno quella che il protocollo chiama «scheda di progetto». «Il protocollo – spiega Boccali – evita frammentazioni, mette insieme risorse, permette risposte più puntuali. La firma è nel programma delle celebrazioni del 20 Giugno perché anche la collaborazione tra il Comune ed uno dei soggetti più impegnati nei percorsi di solidarietà rappresenta un rafforzamento dell’identità cittadina. La rete dei servizi a Perugia è bene organizzata, ma non può rimare la stessa di fronte ad una domanda cresciuta e ad esigenze che nel frattempo sono cambiate».

Bassetti: in calo anche le offerte «E’ bello – ha detto invece Bassetti – che ci si incontri ufficialmente sul discorso del sociale e della carità. Ed è importante perché le risorse diminuiscono, come vediamo anche con la raccolta domenicale nelle parrocchie, e mettendo insieme le nostre disponibilità possiamo fare molto di più. Su questo terreno Comune e Caritas hanno gli stessi intenti ed è significativo che si collabori». Un ruolo duplice lo gioca anche la guardia di finanza, che da una parte fornisce alla Caritas vestiti e altri prodotti sequestrati, mentre dall’altra controlla che chi beneficia dei controlli ne abbia realmente diritto: «Le risorse – ha detto il colonnello Vincenzo Tuzi – nell’ottica di una corretta destinazione dei fondi e dei servizi devono andare a chi ne ha davvero bisogno, ed a questo la finanza lavora con i suoi controlli».

Twitter @DanieleBovi

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