«Decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori», sarebbero a rischio secondo il sindacato di base Usb – Lavoro privato. Con essi, anche «la tenuta dei servizi essenziali». In una nota stampa, si chiede la «necessaria sospensione della legge 55/2024» che obbliga gli educatori socio-pedagogici ad iscriversi all’albo professionale.
La vicenda La legge 55/2024, prevede l’istituzione dell’albo professionale per gli educatori socio-pedagogici. Nella legge, l’obbligo di iscrizione non è solo per i nuovi lavoratori, ma anche per tutti quelli già dipendenti, sia privati, che pubblici e in convenzione, entro il 6 agosto. «L’Unione sindacale di base – si legge nella nota stampa – esprime crescente preoccupazione e chiede la sospensione della scadenza per poter procedere ai necessari provvedimenti correttivi».
Le ragioni Le motivazioni della contrarietà risiedono, dicono dalla Usb, nel fatto che la legge non porterebbe «nessun concreto beneficio ad una categoria malpagata e precaria». Anzi, continuano, «potrà produrre tragiche conseguenze occupazionali e sulla tenuta di servizi essenziali che gli Enti locali sono tenuti ad erogare». Questo perché «decine di migliaia» di lavoratori starebbero venendo esclusi dalla possibilità di iscriversi all’albo, poiché «in questi anni hanno visto garantito la propria professione e la tenuta dei servizi grazie all’ art. 1 comma 599 della Legge 205/2017. Una norma dove si affermava che non possono essere licenziati o demansionati gli educatori socio-sanitari o socio-pedagogici che, al 1° gennaio 2018, lavoravano da un periodo minimo di dodici mesi, e che oggi improvvisamente rischiano di essere espulsi dal settore sociale nonostante la loro professionalità acquisita in anni di servizio e di specifica formazione».
Perdita Non solo danno occupazionale. Secondo il sindacato si manifesterebbe una «clamorosa perdita di preziose capacità e esperienza in un settore dove gli Enti locali stanno incontrando una incredibile difficoltà a reperire questi operatori a causa della gravosità delle mansioni e dei pessimi trattamenti contrattuali». Per tali motivi, l’Unione sindacale di base ha presentato una richiesta di sospensione urgente «al Governo e ai ministri competenti, a tutti i parlamentari, in modo da consentire di porre i necessari correttivi».
