La conferenza stampa

di Daniele Bovi

Entro la primavera del 2017 spariranno dalle strade gli ultimi cassonetti utilizzati al momento da circa 31 mila perugini. Nel corso del 2016 infatti, in previsione di un’entrata a regime entro la primavera 2017, l’amministrazione comunale vuole estendere il servizio porta a porta in tutto il territorio comunale, attualmente coperto per l’80 per cento. A spiegarlo, giovedì durante una conferenza stampa, il vicesindaco di Perugia Urbano Barelli, il dirigente del settore Ambiente Vincenzo Piro e l’assessore al bilancio Cristina Bertinelli. L’obiettivo del Comune è quello di centrare una percentuale di raccolta differenziata del 64-65 per cento alla fine del 2016 (oggi è al 60 per cento), il tutto in un anno dove i perugini pagheranno una bolletta dei rifiuti più leggera. Una bolletta complessiva il cui peso è sostenuto per il 60 per cento delle famiglie e per il 40 per cento dalle attività commerciali. «Abbiamo mantenuto – ha detto Barelli – le promesse fare alla fine del 2015. La Tari scenderà di un 10,7 per cento per le utenze domestiche e del 4,78 per cento per quelle commerciali. L’obbiettivo finale rimane quello dell’applicazione della tariffa puntuale».

I numeri Una famiglia tipo di tre persone che vive in 100 metri quadri pagherà 322 euro nel 2016, 36 in meno rispetto al 2015. La riduzione è frutto di un Pef, il Piano economico finanziario di Gesenu, dove sono stati recuperati all’incirca 3,5 milioni di euro, che arrivano in parte da minori costi (-1,7 milioni), in parte dalla trasformazione delle zone non servite (1,091 milioni) e da 700 mila euro di recupero dell’evasione stimato per il 2016. Il costo totale della bolletta è di 40,2 milioni, mentre quello effettivo per i servizi svolti di 33,2 (erano 35,2 nel 2015). Per la differenziata si spenderanno nel 2016 15,6 milioni (quasi 16 nel 2015), ovvero 96 euro ad abitante, per lo spazzamento delle strade 5,160 milioni contro i 5,345 del 2015; in pratica, tenere puliti gli 838 mila metri quadrati di strade costerà 31 euro a ogni perugino. Per l’indifferenziata invece verranno impiegati 1,9 milioni di euro, una cifra sostanzialmente simile a quella del 2015, e stabile è anche il ricavato dai materiali riciclati e rivenduti (1,120 milioni). Qualche servizio in più verrà aggiunto, come lo svuotamento dei cestini di alcune aree verdi e lo spazzamento della zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte, area per la quale insieme al Consorzio l’amministrazione sta studiando un progetto apposito per la raccolta che verrà presentato a breve.

Evasori Con l’estensione del servizio porta a porta in tutto il comune verranno attivate alcune soluzioni per aumentare la raccolta differenziata (l’obbiettivo è arrivare a 59 mila tonnellate contro le 55 mila del 2015), ovvero la sperimentazione di una raccolta itinerante sul modello del Raccoglincentro, servizio sul quale si farà il punto la prossima settimana, un sistema di raccolta mirato per le utenze domestiche e per quelle commerciali, vetro raccolto separatamente come accade in centro e impiego di attrezzature di raccolta compatibili con la tariffazione puntuale. Parallelamente, come spiegato da Bertinelli, prosegue il percorso di miglioramento del sistema di riscossione («è un problema – ha detto – vivo e delicato») e quindi di contrasto dell’evasione: dalla fine di gennaio 2015 a oggi sono stati scovati 200 evasori totali, alcuni dei quali grazie al nuovo sistema di raccolta differenziata in centro. In tutto il 2015 invece sono stati 3.380 i controlli effettuati, con un totale di 120 multe. «Le utenze commerciali – ha detto Piro – sono più facili da scoprire. Complessivamente il 40 per cento di coloro che sono stati oggetto dei controlli non era nella banca dati».

Cerroni La giunta poi sottolinea l’aumento della cifra a disposizione per le agevolazioni ai cittadini, che passa da 600 mila a 630 mila euro, la conferma del fondo da 3,3 milioni per i crediti di dubbia esigibilità e la riduzione dei rifiuti: complessivamente 91.459 tonnellate a fronte delle 93.377 del 2015 e le 99.922 del 2014, numeri ai quali si accompagna anche una minor quantità di rifiuti indifferenziati, che rappresentano all’incirca un terzo del totale. Barelli poi dopo le polemiche dei giorni scorsi ha voluto anche leggere le lettere scambiate con Manlio Cerroni, socio di maggioranza di Gesenu: «Cerroni – ha detto – si è dichiarato disponibile a dare esecuzione al piano industriale di Gesenu e ha, inoltre, segnalato che, per gestire al meglio i rifiuti nell’Ati 2, sarebbe utile pensare ad un classificatore nell’area di Pietramelina. Opzione alla quale abbiamo detto no».

Twitter @DanieleBovi

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