Alcuni dei giocattoli in esposizione (foto Umbria24)

Un posto dove giocare e dove conoscere la storia del giocattolo, un luogo per i più piccoli così come per i più grandi. È stato inaugurato martedì mattina la nuova sede del Museo del gioco e del giocattolo, che si trova a San Marco, nei circa 300 metri quadri dei locali adiacenti alla vecchia ciminiera delle fornaci Galletti. Lo spazio, concesso dal Comune all’Arci di Perugia per la realizzazione di attività culturali rivolte ai bambini e alle famiglie, ospita giochi e giocattoli d’epoca di proprietà del collezionista Luciano Zeetti, presidente dell’associazione Museo del gioco e del giocattolo. Dalla collaborazione di entrambe le associazioni è nata una nuova offerta ludica, ricreativa e culturale per i bambini che vogliono sperimentare attraverso attività laboratoriali e di manipolazione il senso di un gioco diverso da quello che viene proposto attualmente; un museo rivolto anche ai genitori che vogliono rivivere le emozioni dei giocattoli della loro infanzia.

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Il museo Il museo rientra in una delle azioni del progetto «Territori familiari» di cui Arci Perugia è partner, ed è stato cofinanziato dalla Regione Umbria con il fondo PAR FSC Umbria 2007/2013 (Azione I.3.1) per il finanziamento di interventi volti alla realizzazione di servizi di prossimità per le famiglie. La struttura è stata realizzata grazie anche all’accordo con la rete territoriale sottoscritto con il Comune di Perugia. Alla presentazione hanno partecipato la vice presidente uscente della Regione Carla Casciari e l’assessore Edi Cicchi del Comune di Perugia. Gli ospiti d’onore però sono stati i bambini della Prima B della scuola «Don Milani», che sono stati i primi veri destinatari di questo servizio.

Casciari «Il nuovo museo – ha detto Casciari – è un bene storico a disposizione dei bambini e di tutta la città, un percorso di crescita per loro e per tutti noi; un luogo rivolto alle scuole e a tutti gli amanti del buon gioco, di quello concreto e che permette anche di ripercorrere la nostra storia. Un esempio di come concretamente i coni europei possono essere usati direttamente a favore del territorio».

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