di Francesca Marruco

Quasi tre ore di discussione. Il muro contro muro tra maggioranza da una parte e Pd e M5s dall’altra, e alla fine la votazione con cui è stato bocciato l’ordine del giorno sulle mense. Con 15 astenuti (maggiornanza), 3 contrari (De Vincenzi, Pittola e Nucciarelli) e 11 favorevoli( Pd e M5sS) il consiglio comunale di Perugia ha silurato la proposta di Pd e pentastellati.

Rabbia e delusione Delusione estrema tra i tantissimi genitori che lunedì pomeriggio hanno affollato la sala consiliare di palazzo dei Priori. Delusione che circa un’ora prima si era trasformata in rabbia quando, alla richiesta di Tommaso Bori di sospendere temporaneamente il consiglio per ascoltare i genitori in sede di conferenza dei capigruppo, aveva prevalso il no.

L’incontro col sindaco Facce tirate, ancor più tirate dopo che un gruppetto di rappresentanti dei genitori, uscendo da palazzo dei Priori, ha incontrato il sindaco Andrea Romizi, che era assente giustificato al consiglio. E il sindaco, pur riconoscendo l’egregio lavoro svolto dai comitati mensa, ha ribadito quello che va dicendo da un po’, e cioè che l’attuale gestione, dopo le più stringenti normative antimafia, non è più legale. Ed è per questo che né politici, né tecnici a palazzo dei Priori la vogliono ratificare per un ulteriore periodo.

Anno di transizione Neanche per un anno, quello cioè chiesto dai genitori, ribadendo in cambio la disponibilità ad aprire un confronto serio, magari coinvolgendo anche soggetti terzi come l’università, per trovare un modello che vada bene a tutti e che abbia come unico perno quello di non escludere i comitati mensa dal processo di acquisto delle derrate. Il sindaco quindi, pur manifestando la volontà di avviare un percorso approfondito e partecipato anche dai genitori per giungere il prossimo anno ad una soluzione condivisa da tutti, ha di fatto confermato che adesso la giunta provvederà ad emanare il più velocemente possibile (viste le tempistiche molto risicate) il bando con cui darà in appalto l’acquisto delle derrate alimentari, per adesso solo per questo anno scolastico.

Il bando I genitori sono stati più volte invitati dall’assessore Dramane Wagué a partecipare alla stesura del bando stesso, ma loro hanno altrettante volte rimarcato che il testo definitivo del bando viene secretato e nessuno può avere la certezza di cosa poi ci sarà scritto. E anche qui è intervenuto il sindaco dicendo che si farà lui garante per questo particolare aspetto. Sempre che i genitori decidano di partecipare alla stesura del capitolato dopo i tanti mesi in cui l’amministrazione ha tenuto un comportamento che, per usare un eufemismo, non gli è piaciuto affatto.

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Odg Nel lungo pomeriggio in consiglio comunale i genitori hanno ascoltato attentamente tutti i passaggi, sperando fino all’ultimo che l’apertura finale del Pd di emendare l’ordine del giorno chiedendo l’approvazione solo dell’istituzione di un tavolo paritetico che impegnasse l’amministrazione fosse accolta dalla maggioranza, che invece, dopo una breve pausa ha parlato di ordine del giorno «superato» dalle rassicurazioni dell’assessore Wagué circa il coinvolgimento dei genitori. In realtà, anche approvato in quel modo, l’ordine del giorno avrebbe perso gran parte del suo contenuto. L’atto infatti impegnava l’amministrazione a «procedere all’audizione nella Commissione Consiliare competente dei presidenti delle associazioni dei genitori e dei comitati mensa per ascoltare le loro proposte ed avviare un percorso di partecipazione. A relazionare in Commissione ed in Consiglio Comunale sull’ipotesi di esternalizzazione della gestione delle derrate alimentari e sul modello di sviluppo dei servizi socio-educativi nella sua totalità, ad oggi sostenuti dalle associazioni e dai comitati mensa. A modificare la proposta avanzata in maniera unilaterale dall’assessore Waguè sul piano di gestione delle mense scolastiche sostituendola con ipotesi alternative, innovative e di partecipazione comunitaria concertate con le associazioni dei genitori e i comitati mensa. E infine ad aderire al Protocollo d’Intesa proposto dalle Associazioni dei Genitori e dai Comitati mensa e ad istituire un tavolo tecnico paritetico di confronto».

Waguè «Fin da subito – ha detto l’assessore Dramane Wagué che è intervenuto prima della votazione – ci siamo confrontati in maniera costante con le associazioni dei genitori ed i comitati mensa; ho infatti ritenuto di improntare il mio rapporto con i cittadini sui principi del dialogo ma anche della prudenza, valutando con attenzione tutte le ipotesi possibili. Terminata questa analisi, è giunto il momento di fare delle scelte; scelte che devono tenere conto della normativa in vigore sia a livello nazionale che regionale (in primis codice degli appalti). Questa normativa – ha continuato Waguè – prevede l’applicazione del criterio della libera concorrenza, secondo cui tutti devono essere messi in condizione di partecipare ad una gara d’appalto trasparente in condizioni di parità. E, sopra la soglia dei 40.000 euro di affidamenti, gli incarichi diretti non sono più contemplabili. Sulla scorta di questo quadro, ciò che chiediamo oggi ai genitori è di continuare a collaborare, mantenendo intatti i loro compiti di controllo per tutta la durata del ciclo. Pur credendo fermamente nel principio della sussidiarietà orizzontale, tuttavia nel caso di specie ci troviamo di fronte ad una normativa che vieta espressamente di dare soldi pubblici in via diretta in caso di incarichi superiori a 40.000 euro. Quindi la nostra decisione non può essere diversa da quella che oggi stiamo assumendo, ma vogliamo ribadire a tutti che continueremo a confrontarci con i genitori e con i gruppi politici, di maggioranza ed opposizione, come abbiamo sempre fatto finora senza mai sottrarci ad incontri o richieste di approfondimento». I genitori adesso si siederanno ad un tavolo con l’amministrazione, o porteranno le loro decisioni al Tar come hanno preannunciato?