di D.B.
L’acquisto delle derrate alimentari non può essere affidato alle associazioni di volontariato composte dai genitori. In estrema sintesi è questo il senso del parere dell’Autorità nazionale anticorruzione (l’Anac) inviato lunedì al Comune di Perugia che l’aveva richiesto a proposito del caso mense. L’Anac afferma che vi è sì la possibilità di affidamento diretto alle associazioni di volontariato di singoli servizi, «ma – si legge nel parere inviato – non può rappresentare lo strumento attraverso cui, di fatto, delegare alle associazioni di volontariato le funzioni proprie della stazione appaltante inerenti la gestione del servizio di mensa (nel caso di specie la selezione dei fornitori delle derrate alimentari) che, in una simile eventualità, finirebbe per essere effettivamente erogato da soggetti terzi, selezionati in violazione delle norme dell’evidenza pubblica».
L’appalto Insomma, dopo il recente inasprimento delle norme sull’anticorruzione il sistema in vigore da anni grazie a una convenzione tra palazzo dei Priori e genitori, i quali hanno chiesto a loro volta un parere all’Anac, non può continuare a funzionare in questo modo. L’intenzione della giunta ora, che alcuni giorni fa ha dato il via libera all’esternalizzazione del servizio attraverso una gara, secondo quanto spiegato giorni fa dal sindaco Andrea Romizi ai genitori è di procedere per un anno con l’appalto esterno (rinnovabile per un altro anno) dando vita al contempo a un tavolo di confronto permanente tra Comune, genitori e azienda che vincerà la gara.
I DETTAGLI DELLA GARA E COME FUNZIONA IL SISTEMA ORA
L’ostacolo L’ostacolo giuridico che impedisce ai genitori di poter continuare ad acquistare il cibo, come ha spiegato alcuni giorni fa la dirigente Migliarini nel corso della seduta di una commissione sta nella recente normativa antimafia, maggiormente stringente, che non permette più l’affidamento in convenzione di certi servizi che devono essere affidati invece con appalto oneroso, dato che c’è il coinvolgimento di un operatore economico; dall’altra parte della barricata però ci sono i genitori, i quali a più riprese hanno sostenuto che il servizio non è oneroso e che la cifra che erogata dal Comune è a titolo di contributo. Benché l’Anac abbia messo un punto fermo di sicuro delle mense si parlerà anche durante il resto dell’estate.
Twitter @DanieleBovi
