Siringhe in un parco

di D.B.

Sono 41 al momento i firmatari della petizione online, pubblicata su Change.org, per chiedere all’amministrazione comunale di Perugia e alla Regione l’installazione di una serie di dispositivi scambia-siringhe. La pubblicazione sul sito arriva dopo la lettera aperta alle istituzioni inviata a fine ottobre e l’assemblea che si è tenuta a Madonna Alta. Lanciata dal Circolo Island, la petizione si può firmare anche al circolo Arci di Madonna Alta; tra le primissime adesioni quelle dell’associazione che raggruppa i genitori del Parco Chico Mendez, della dottoressa Claudia Covino (responsabile SerT Perugia), del dottor Claudio Sfara (dirigente medico reparto Malattie infettive dell’ospedale di Perugia e presidente dell’Associazione Anlaids Umbria), di Attilio Solinas (dirigente medico Gastroenterologia Usl Umbria 1) e del Centro di accoglienza a bassa soglia-unità di strada cooperativa BorgoRete Perugia.

LA PETIZIONE

Cosa sono I distributori automatici erogano una siringa nuova e pulita in cambio di una usata e sporca, evitando così la dispersione di aghi potenzialmente infetti nell’ambiente urbano e contribuendo efficacemente a prevenire un potenziale contagio. L’attenzione su questo tema è tornata dopo che nei giorni scorsi in consiglio comunale il vicesindaco Urbano Barelli ha riferito, rispondendo a un’interrogazione, che nel 2017 sono stati raccolti negli spazi pubblici di Perugia 220 kg di siringhe, 30 in più rispetto al 2016. Tramite questi dispositivi si potrebbe evitare che le siringhe siano gettate lungo vie e parchi della città, così da cercare di ridurre il rischio di trasmissione delle malattie infettive.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI

IN UN ANNO RACCOLTI 220 KG DI SIRINGHE

Ridurre il rischio «L’Umbria per il primo semestre del 2018 – ricordano i promotori – è la regione con il tasso di mortalità più elevato per i decessi da overdose, dato in controtendenza rispetto al 2017 che evidenziava una diminuzione rispetto agli anni precedenti. A Perugia si avverte sempre di più il disagio dei cittadini nel ritrovare aghi e siringhe abbandonate in luoghi pubblici alla portata di tutti. I provvedimenti adottati in risposta al fenomeno – perlopiù repressivi – hanno il solo effetto di marginalizzare ulteriormente persone già escluse, e non comportano una riduzione del rischio di trasmissione di malattie infettive a noi tristemente note quali Hiv, epatite B e C, che possono interessare tutta la popolazione. Il problema richiede una soluzione pratica e pragmatica».

Twitter @DanieleBovi

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