Il collegio di via Innamorati

di Daniele Bovi

Un maxi investimento da oltre 40 milioni di euro per rimettere a nuovo gli studentati della città, i quali a breve probabilmente cambieranno nome. A tracciare il futuro degli edifici è stato il commissario straordinario di Adisu, il professor Luca Ferrucci, nel corso di un incontro con la stampa che si è tenuto mercoledì mattina; un’occasione per fare un punto sui primi cento giorni di attività di Ferrucci, il cui mandato scadrà il 31 marzo (anche prima se la riforma dell’Agenzia verrà approvata in tempi più celeri da parte del consiglio regionale). L’intenzione è quella di partecipare al bando della legge 338 con una serie di progetti di riqualificazione, che verranno presentati tra gennaio e febbraio, sui quali sta lavorando un tavolo formato da Adisu, Università, i Comuni di Perugia e Terni e la Regione. «Torniamo a credere nelle residenze che abbiamo – ha detto Ferrucci – e a investire nelle loro riqualificazione. È un programma ambizioso».

I progetti Quanto ambizioso lo dicono i numeri. Secondo le stime degli uffici di Adisu, non ancora definitive, 18 milioni serviranno per i quattro padiglioni di via Faina, 13 per la ristrutturazione dello studentato di Agraria, uno per quello di San Valentino a Terni, 6,3 per acquistare da Ater il Ruggero Rossi da destinare a Ingegneria e 2,5 per la risistemazione del collegio di San Francesco e del Fatebenefratelli; totale, oltre 40 milioni di euro dei quali una parte saranno finanziati dalla Regione mentre il resto, si spera, da Ministero. L’Adisu poi in questi giorni sta valutando la possibilità di cambiare i nomi degli studentati, oggi collegati solo alle vie: tra i nomi vagliati quelli di Luca Pacioli, Walter Binni, Aldo Capitini, Alberto Burri, Ignazio Dani e altri ancora.

Monteluce Altro capitolo decisivo quello della Nuova Monteluce, dove i lavori per il nuovo studentato da 150 posti sono fermi ormai da tantissimo tempo. L’obiettivo posto da Ferrucci è quello di farli ripartire a breve e di aprire la struttura auspicabilmente nel settembre 2017. La cosa certa invece è che all’interno dell’ex policlinico la prossima settimana verrà aperta una nuova aula studio sul modello di quelle inaugurate negli scorsi mesi in via della Viola o lungo le scalette di Sant’Ercolano. Dopo l’incontro con la stampa Ferrucci insieme al rettore dello Studium Franco Moriconi e al sindaco Andrea Romizi ha fatto un sopralluogo nell’area di via del Giochetto, dove attualmente grazie ad alcuni corsi (biologia, chimica e farmaceutica, farmacia e altri ancora) gravitano all’incirca duemila studenti. Persone senza servizi adeguati, come accertato anche mercoledì.

SAN BEVIGNATE, TUTTA LA VICENDA
SAN BEVIGNATE, IMPRESE: «IN CASO QUALCUNO DOVRÀ PAGARE»

San Bevignate Il trasporto pubblico non è a un livello adeguato, la cura del verde scarsa e non ci sono posti dove gli studenti possono mangiare. Al sindaco è stato chiesto un impegno per quest’area della città mentre l’Adisu provvederà probabilmente a installare una mensa temporanea oltre a far partire il trasporto pubblico nelle fasce serali. A poca distanza da via del Giochetto c’è poi l’area dove sarebbe dovuto sorgere il collegio di San Bevignate per il quale, è bene ricordarlo, c’è stata una gara da 12 milioni di euro regolarmente aggiudicata a un gruppo di imprese. Dopo la sentenza del Tar, ha spiegato mercoledì Ferrucci, l’Adisu ha fatto partire nuovamente le procedure autorizzatorie ricevendo però indietro, da parte della Soprintendenza, un preavviso di diniego. L’Adisu ha ora dieci giorni per rispondere ma quel che è certo è che «la strada è molto complicata» e che, a meno di sorprese, «non possiamo allocare i fondi stanziati allora dal Ministero da un’altra parte». Altrettanto certo è il venir meno dell’interesse a costruirlo da parte di politica e istituzioni: il vero nodo, più che altro, è capire se e chi dovrà pagare i danni alle imprese.

Twitter @DanieleBovi

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