“Perugia si-cura” è il nome della nuova campagna di “Il porco rosso”, il circolo Arci di via Alessi, che contesta «la narrazione» con cui il tema della sicurezza a Perugia è tornato al centro del dibattito «ma che non trova riscontro nei dati sui reati». Da qui il tentativo di proporre un altro approccio ai perugini «rimettendo al centro la dimensione sociale, relazione e comunitaria» attraverso eventi e attività che saranno proposti in quartieri e spazi associativi. Il calendario è in fase di definizione.
In questo quadro, Melania Bolletta e Nicholas Radicchi, che sono rispettivamente la presidente e il coordinatore di “Il porco rosso”, sostengono che, «negli ultimi mesi, alla crescita della percezione di insicurezza si è accompagnato – è scritto in una nota del circolo Arci – un aumento dell’intolleranza verso chi vive ai margini: persone povere, senza casa, migranti, giovani lasciatə solə: una dinamica che trasforma il disagio sociale in colpa e il problema in bersaglio».
Per i promotori di “Perugia si-cura”, dunque, «la vera sicurezza passa da una comunità vivace, dotata di servizi accessibili, spazi abitati e vissuti, oltreché da politiche di prossimità che conoscono quartieri e residenti, da presìdi sociali che ascoltano e accompagnano, da associazioni che tengono insieme diversi pezzi di Perugia». Cresce quando si investe nel lavoro dignitoso, nell’educazione, nella cultura, nello sport sociale e nell’aggregazione, perché riempire le piazze di vita è il modo più efficace per renderle davvero sicure.
La campagna che “Il porco rosso” sta organizzando, quindi, viene presentata come «un invito a informarsi, a discutere, a non lasciarsi trascinare dalla retorica dell’emergenza» sul tema della sicurezza, ma viene anche definita «una proposta politica e culturale che parte dal basso e attraversa quartieri, associazioni e persone che ogni giorno tengono viva la città».
