di Daniele Bovi
Perugia si candida al titolo di Città europea dello sport 2028. La decisione è stata formalizzata nelle scorse ore dalla giunta comunale. Alla base della candidatura c’è l’idea – della quale si era parlato già un anno fa nel corso della campagna elettorale – che lo sport sia uno strumento essenziale di inclusione, salute e qualità della vita per l’intera comunità.
Il riconoscimento Palazzo dei Priori ha autorizzato l’avvio di tutte le procedure necessarie per inoltrare la richiesta all’associazione Aces Europe, ente no profit con sede a Bruxelles che ogni anno assegna questo riconoscimento a città europee (quattro delle quali italiane) con una popolazione compresa tra 25mila e 500mila abitanti, soglia oltre la quale si può ambire al titolo di Capitale europea dello sport. L’obiettivo è valorizzare e promuovere il ruolo dello sport come leva di coesione sociale e benessere civico, in linea con i principi fissati dalla Commissione europea nel Libro bianco sullo sport.
La candidatura Il percorso di candidatura prevede diversi passaggi: una lettera formale della sindaca, la sottoscrizione del regolamento aggiornato da Aces Europe, la redazione di un dossier dettagliato e una visita in città di quattro giorni da parte del comitato di valutazione. Tutta la documentazione deve essere presentata entro il 31 marzo del prossimo anno, con comunicazione dell’esito il 15 ottobre. Qualora la candidatura venga accolta, il Comune dovrà versare una quota di partecipazione di 2.350 euro e farsi carico delle spese logistiche legate alla visita della delegazione internazionale. Per gli adempimenti iniziali è stata prevista una spesa di 4.500 euro, mentre eventuali ulteriori impegni economici saranno decisi in futuro.
La valutazione La candidatura si presenta con il motto «Perugia 2028 – Dove lo sport è casa, radici e futuro». Le città vengono valutate sulla base di diversi fattori, come ad esempio presenza e qualità delle infrastrutture sportive, inclusione delle categorie fragili, capacità di organizzare eventi, presenza di nuovi sport, sviluppo di una rete locale in grado di mettere insieme sport e sociale, sostenibilità e salute pubblica e così via. A ogni fattore viene poi assegnato un punteggio nell’ambito di un quadro che tiene dunque insieme lo sport come fattore di coesione e salute, la valorizzazione delle comunità e la sostenibilità, anche finanziaria. «Divertimento nell’esercizio, desiderio di ottenere risultati, senso comunitario, apprendimento del fair play e miglioramento della salute» sono i valori che ispirano Aces e sui quali le città candidate dovranno lavorare per ideare le candidature.
Impegni Il titolo comporta anche impegni di medio periodo. In caso di assegnazione, Perugia dovrà programmare un’intera stagione sportiva ricca di eventi e iniziative, produrre un bilancio finale delle attività e garantire l’uso corretto dell’immagine ufficiale di Aces Europe. I benefici potenziali vengono giudicati significativi, sia in termini economici, grazie all’indotto turistico e agli investimenti, sia sul piano sociale e reputazionale. Tra gli esempi positivi citati da Aces ci sono infatti città come Marsiglia, Anversa e Rijeka, che hanno registrato aumenti nella partecipazione sportiva, miglioramenti nei programmi per anziani e una crescita della visibilità internazionale.
