di D.B.
«A prevalere è stata solo ed esclusivamente l’arroganza della politica e della dirigenza». La Rsu del Comune di Perugia critica duramente la riorganizzazione degli uffici comunali fatta dalla giunta a febbraio. Con lo scopo di tagliare le spese relativamente agli affitti infatti, palazzo dei Priori ha deciso di dismettere una serie di locazioni come quella, molto onerosa, di palazzo Grossi. Il progetto è quello di spostare uffici e dipendenti nell’ex convento di Monteluce, che va però ristrutturato. Allo scopo la giunta ha stipulato un mutuo e nell’attesa che i lavori si concludano, i dipendenti andranno in un’altra struttura di Monteluce. Il problema però è che la riorganizzazione degli spazi ai sindacati piace pochissimo.
Imbarazzante L’obiettivo, che è quello di risparmiare, non è in discussione ma questo «è stato svilito dalla progettazione tecnica». «Si è anteposta – scrive la Rsu – a manie di grandezza e di onnipotenza dei dirigenti e/o assessori, alle reali esigenze funzionali e logistiche degli uffici comunali, dei cittadini e dei dipendenti. Si è venuta a creare una situazione logistica a dir poco imbarazzante che, per creare uffici dirigenziali e/o assessorili giganteschi con tanto di camere e anticamere, ha reso alcuni uffici scarsamente funzionali, sovraffollati e in alcuni casi al limite della decenza». Il sindacato parla di stanze con divisori fatti da armadi vecchi e rotti, «non funzionali e indecorosi».
Palazzo Grossi Ma i problemi riguardano anche palazzo Grossi, dove «il piano sotterraneo – spiega sempre la Rsu – vede ancora negli uffici insalubri che danno sul cavedio la presenza costante di personale e tutto ciò per consentire agli assessori come Fioroni, Casaioli (piano III), Prisco (piano II) ai dirigenti come Antinoro e Becchetti (piano III), Asfalti (piano I) e Ciccarelli (piano 0) di occupare uffici enormi più per soddisfare egocentrismi e manie di grandezza, piuttosto che per le giuste esigenze logistiche». A nome della Cgil aziendale poi Federico Armati parla di un’amministrazione che ha «due pesi e due misure. Ci chiediamo come si possa dire pubblicamente che tali spostamenti garantiscono risparmio di denaro pubblico se poi si consente ai soli noti l’utilizzo di spazi esagerati».
SICUREZZA, FIRMATI TRE PROTOCCOLLI
Provincia Qualche metro più in là, dentro il palazzo di una Provincia di Perugia sempre più in sofferenza, i dipendenti hanno tutt’altro tipo di problemi. Venerdì, a una settimana di distanza dalla conferenza stampa con cui il presidente ha annunciato che il bilancio di previsione non sarà approvato nei tempi stabiliti dalla legge, Nando Mismetti ha incontrato la Rsu spiegando che «la situazione si aggrava di ora in ora. Per quanto riguarda le scuole superiori – ha detto – non siamo nelle condizioni di garantire nemmeno il pagamento delle utenze telefoniche e del riscaldamento fino ad ora a carico delle Province». Una situazione che ha spinto Mismetti e Rsu a chiedere un incontro al prefetto Antonella De Miro, al quale parteciperanno anche sindaci, dirigenti scolastici e Rsu, da tenersi subito dopo l’assemblea Upi di metà luglio. Mismetti poi, come fatto una settimana fa, si appella ai parlamentari umbri: «Fatevi carico del problema in vista dell’arrivo del decreto ‘Enti locali’ in Senato. O si apre un percorso di consolidamento dei servizi o si fa un salto nel buio».
Twitter @DanieleBovi
