La conferenza stampa in consiglio (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un documento comune, firmato da sindacati e associazioni del mondo della caccia, da presentare al prossimo tavolo della governance con la Regione che si terrà martedì, in cui chiedere che venga mantenuto un adeguato numero di agenti della polizia provinciale per il controllo e la tutela dell’ambiente. A lanciare la proposta sono stati sindacati e associazioni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta venerdì nella sede del consiglio provinciale di Perugia. «Intorno alla vertenza – ha detto Vanda Scarpelli della Fp Cgil – ci sono molte ambiguità e confusione. Non c’è un quadro preciso e tranquillità sulla ricollocazione del personale. Da chi e come verranno espletati i controlli?». A prendere la parola, oltre ai rappresentanti dei lavoratori, anche tanti agenti della provinciale (94 quelli in forze a Perugia) che hanno snocciolato un lungo rosario di numeri per testimoniare quanto è stato fatto nel corso del tempo.

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I numeri «Nel 2015 – ha ricordato l’agente Samanta Citti – abbiamo impiegato 650 unità per il controllo dell’ordine pubblico. Oltre a ciò abbiamo collaborato con le altre forze dell’ordine e in qualche anno abbiamo evitato che finissero sul mercato 25 mila dosi di hashish». Importanti anche i servizi svolti al Trasimeno: «Siamo l’unico corpo di polizia presente lì – ha ricordato Stefano Bennati – e non ho capito perché vogliono eliminarci». I chilometri di strade da sorvegliare poi sono circa tremila e nel corso dell’ultimo anno, come ha riferito Monia Mattiacci, sono stati fatti 9 mila controlli che hanno portato a duemila infrazioni con 50 patenti ritirate e 700 punti decurtati. Importante anche l’attività svolta sul fronte del rilevamento degli incidenti in cui sono rimasti coinvolti anche animali selvatici. Un fenomeno in aumento (202 casi nel 2014 e 440 nel 2015) «e vi posso assicurare – spiega un agente – che la forestale non ci va, perciò le chiamate vengono dirottate verso di noi».

I cacciatori Oltre 3 mila poi i controlli fatti nel 2015 in materia di caccia (quasi 300 le infrazioni), 176 quelli che hanno riguardato la pesca (con 46 notizie di reato) e altrettanti in merito alle esche avvelenate. In due anni, tra il 2013 e il 2015, in materia di rifiuti e tutela delle acque, ha detto il maresciallo Antonio Dominici, sono stati fatti in tutto 1375 rilevamenti che hanno portato a 150 sanzioni e 37 denunce. A dar manforte agli agenti come detto ci sono le associazioni del mondo venatoria, da Federaccia ad Arcicaccia fino a Libera caccia e altre ancora. Tutte unite nel chiedere che possa continuare il lavoro svolto fino a oggi dagli agenti: «Ad esempio non possiamo – dice uno di loro – delegare tutti i controlli esclusivamente a dei volontari». La battaglia va avanti.

Twitter @DanieleBovi

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