Questa mattina la posa della prima pietra

La parte centrale della nuova Monteluce sarà pronta tra venti mesi; per gli altri interventi si partirà dal primo gennaio 2014. Parola di Luca Panizzi, fund manager di Bnp Paribas che venerdì mattina, insieme al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e ad altre autorità locali, ha partecipato alla posa della prima pietra del nuovo quartiere là dove una volta c’era l’ospedale della città. A gestire l’area, conferita nel 2006 al fondo immobiliare, è proprio Bnp Paribas: «Non sarà – ha detto Panizzi – un centro commerciale comunemente inteso. Questo perché il modello scelto è quello della città storica, che unisce il rispetto dei tratti caratteristici dell’impianto urbano di Perugia con la modernità di tutti i servizi attualmente disponibili». Venticinque, secondo i numeri forniti da Panizzi, i milioni di euro investiti finora nel progetto; una cifra che lieviterà a 50 nel prossimo triennio.

La parte centrale Il cuore della parte centrale sarà costituito da un’area dedicata agli spazi pedonali e al commercio grazie a uffici, appartamenti per studenti e altri tipi di servizi. Un’area interamente pedonale «che si ispira – ha spiegato Panizzi – a corso Vannucci che rappresenta il centro vitale della città». Secondo Boccali i avori di Monteluce rappresentano al contempo la fine della «fase espansiva della città» e il «simbolo della riqualificazione che si allargherà anche al resto di Perugia». Nel complesso nella fase di demolizione del vecchio policlinico cittadini sono stati demoliti qualcoa come 200 mila metri cubi mentre gli operai ch nei prossimi anni lavoreranno nel cantiere sono circa cento. Boccali ha sostnuto poi come la nuova Monteluce abbia anche una «funzione anticiclica» per l’economia locale. Un’opera dentro la quale «la nostra imprenditoria deve scommettere: «Da sola – ha detto Boccali l’opera non cambierà l’economia della città ma è sicuramente una spinta importante».

Appello ai privati L’appello ai privati arriva anche dalla presidente della Regione Catiuscia Marini che invita ad investire nel fondo immobiliare. «Queste risorse – ha detto – ritorneranno utili per azioni pubbliche, come ad esempio la valorizzazione del sistema sanitario regionale». Al fondo immobiliare ha donato la gran parte del proprio patrimonio immobiliare anche l’Università di Perugia: «Un fondo – ha affermato il professor Loris Nadotti – che ha un ampio significato, visto che è soprattutto un innovativo modello di governance. Un modello che associa enti pubblici e soggetti privati nella gestione di un progetto complesso, e che assicura l’equilibrio tra l’obiettivo economico di valorizzazione e quello sociale della riqualificazione di un’area importante per Perugia».