Abbellire la città, offrire agli artisti uno spazio in cui esprimersi e, perché no, rattoppare un po’ di buche e qualche marciapiede. Lunedì con un ordine del giorno i consiglieri pd Sarah Bistocchi e Tommaso Bori hanno chiesto alla giunta comunale di Andrea Romizi di «riconoscere – scrivono nell’odg – la street art come forma di rigenerazione urbana, sia per l’abbellimento di alcuni edifici, sia per risolvere il problema delle buche stradali e della segnaletica orizzontale. Ciò consentirebbe tra l’altro di rendere più innovativa e contemporanea la città sull’esempio di quanto avviene altrove (Madrid, Roma, l’India, la Francia)». In più Bori e Bistocchi chiedono di dare attuazione alla delibera consiliare 104 del 2010 con cui si chiedeva di individuare zone della città da riqualificare tramite writing, evitando così «ulteriori imbrattamenti ai danni del pubblico e del privato, causa di numerosi e dispendiosi interventi di ripristino e recupero del decoro urbano».
Esempi Tra gli esempi positivi citati quello della tecnica Kintsugi, adottata da uno street artista francese, Ememem, che ha scelto di “curare” con l’arte le ferite del territorio. «E così – scrivono i proponenti – i buchi nei marciapiede o le scale sbrecciate vengono valorizzate da piccole mattonelle colorate che trasformano totalmente il paesaggio». C’è poi il caso Madrid, dove sono state dipinte strisce pedonali arcobaleno dall’artista bulgaro Christo Guelov. Quanto all’India, che ha il primato mondiale per numero di incidenti mortali sulle proprie strade, «per far fronte a tale problematica – dicono Bori e Bistocchi – sta utilizzando la street art in 3D per una maggiore sicurezza stradale, rimuovendo i dossi e dando l’illusione che ci siano dissuasori per l’alta velocità. L’idea, che era già stata sperimentata negli Usa, nell’Oklahoma e a Chicago, e in Cina una decina di anni fa, ha ottenuto buoni risultati in termini di prevenzione».
Perugia Guardando al lato più artistico, Patrick Commecy dipinge murales dagli anni Settanta insieme al suo team di muralisti, la “City of Creation”, trasformando pittoricamente le facciate noiose e monotone degli edifici in scene vivaci e piene di vita. Venendo a Perugia, i due consiglieri parlano di una città dove ci sono «tantissimi giovani e bravi artisti, spesso sottovalutati, che sarebbero in grado di abbellire e rigenerare la nostra città grazia alle loro capacità». Gli spazi però, tolti quelli dell’area di Fontivegge, sono pochi, motivo per cui si chiede alla giunta di far proprio l’ordine del giorno.
