di D.B.
La ristrutturazione dell’antico teatro Pavone di Perugia si allontana dall’orizzonte. Una parte importante del finanziamento infatti, ovvero i 350 mila messi sul piatto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, non possono essere utilizzati. A confermarlo, durante la seduta del consiglio comunale di lunedì pomeriggio, è stato l’assessore comunale alla Cultura Teresa Severini, che ha spiegato come la Fondazione non può destinare risorse a una srl privata come quella che possiede il teatro. «L’Amministrazione – ha detto Severini – ha tentato di rimodulare le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio con l’obiettivo di renderli utilizzabili per l’intervento sul teatro Pavone. Tale richiesta è stata, però, dichiarata inammissibile dalla Fondazione».
A LUGLIO IL CROLLO DI UNA PARTE DEL TETTO
Nodo risorse Sul tavolo quindi al momento rimangono i 200 mila relativi al Piano urbano complesso (i cosiddetti Puc) della Regione, che però hanno una data di scadenza: 31 dicembre 2015. Ecco perché il Comune, se non vuol perdere questi soldi, deve attivarsi per trovare quanto serve alla necessaria ristrutturazione. L’assessore ha spiegato che ci sono appuntamenti in agenda con sponsor privati in grado di sostenere lo sforzo, ma che ancora nulla è stato definito. Insomma, la caccia è aperta e continua. Alcune offerte di riqualificazione da parte di privati sono arrivate ma sono state respinte dalla proprietà del teatro e preventivamente rigettate dalla Sovrintendenza perché chiedevano, tra le altre cose, di posizionare un bar all’ingresso del teatro.
PROTEZIONE CIVILE: DA TEMPO SCARSA MANUTENZIONE
Agibile Benché il cinema non sia in funzione però la struttura è agibile e alcuni eventi al suo interno possono essere organizzati. la proprietà infatti nei mesi scorsi si è vista accogliere il ricorso di fronte al Tar per la questione concernente l’altezza dei parapetti (più bassi rispetto agli standard attuali), che garantiscono un’ottima acustica ed una fruibilità assoluta del teatro. Durante la seduta inoltre è stata approvata (17 sì e 13 no) anche la mozione della maggioranza in cui si ripercorrono le tappe della vicenda e si dichiara concluso «l’iter investigativo» fatto dalla commissione Controllo e garanzia che ha preso atto della sentenza del Tar.
L’odg L’opposizione invece ha sottolineato come tutti gli altri problemi, a partire dalla necessità dei lavori, rimangono sul tavolo e per questo, con il suo odg, chiedeva alla giunta di «attivarsi nel più breve tempo possibile affinché i lavori urgenti siano portati a termine conformemente a quanto previsto». Insomma, secondo l’opposizione la discussione non può chiudersi così.
Twitter @DanieleBovi
