di Daniele Bovi
Per il momento sono circa una decina di studenti, ma l’obiettivo è quello di farli crescere usando la leva dei crediti formativi. Mercoledì mattina nella sala Goldoni di palazzo Gallenga i rettori delle due università, Giovanni Paciullo e Franco Moriconi, hanno firmato un nuovo accordo tra la Stranieri e lo Studium che «ottimizza i percorsi didattici degli studenti e valorizza la città». Il patto è stato chiamato «Le università di Perugia verso il mondo» e, oltre ai 10 mesi di formazione linguistica obbligatoria prevista dal programma «Marco Polo», prevede per gli studenti che decidono di preiscriversi a uno dei corsi dello Studium, la possibilità di frequentare un laboratorio di orientamento formativo specialistico organizzato dalla Stranieri; laboratorio che la scopo di fornire ai ragazzi gli strumenti linguistici necessari a seguire il corso di laurea scelto.
L’accordo Il laboratorio, questa la chiave dell’accordo, permetterà agli studenti di acquisire dei crediti che verranno riconosciuti dall’Università guidata da Franco Moriconi. Il documento rappresenta un passo in avanti ulteriore sul fronte della collaborazione dato che a dicembre i due atenei avevano siglato il patto «Le università di Perugia per la Cina», che ha come obiettivo la realizzazione di un progetto formativo condiviso rivolto ai ragazzi cinesi che frequentano in programma Marco Polo. Come accennato, da dicembre in qua sono circa dieci gli studenti stranieri che hanno deciso di iscriversi allo Studium, scegliendo più che altro Economia, Scienze della comunicazione e Scienze e tecnologie agroalimentari. «Risultati – ha detto la professoressa Elena Stanghellini, delegata dal rettore Moriconi per le relazioni internazionali – di cui siamo già fieri. Ora serve dare rilevanza all’accordo e la giusta pubblicità».
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Paciullo e Moriconi «Riceviamo molte richieste da parte dei ragazzi – ha spiegato poi Giovanni Paciullo, rettore della Stranieri – per rimanere in città, e riconoscere loro dei crediti li porta a sollecitare la destinazione Perugia». Attualmente è in vigore quello che Paciullo ha chiamato «un meccanismo perverso: quando i ragazzi partono dalla Cina – ha spiegato – sanno già in quale università andranno dopo aver seguito i corsi da noi. Ecco perché ancora non c’è uno spostamento apprezzabile degli studenti tra i nostri due atenei. Le regole dovrebbero cambiare». A proposito del nuovo accordo poi Paciullo ha parlato di «un’altra iniziativa che apre un canale stabile tra noi e lo Studium, tra i primi atenei per qualità e prestigio, con il quale c’è un sempre più stretto e ragionato rapporto per giocare sugli scenari internazionali».
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La collaborazione «Per noi – gli ha fatto eco Moriconi – è un accordo importantissimo e una collaborazione fortemente voluta. La prima convenzione ha già portato dei risultati in termini di iscrizioni». Le sinergie tra le due istituzioni però non si vogliono fermare qui. In primis sia Moriconi che Paciullo hanno indicato come principale campo di collaborazione quello dei servizi: «Insieme – ha detto il secondo – li possiamo razionalizzare pensando anche a una rimodulazione dell’offerta formativa». «Ci sono tutte le basi – ha chiuso Moriconi – per andare avanti».
Twitter @DanieleBovi
