L'aula del consiglio comunale di Perugia (foto F.Troccoli)

Con i 21 voti a favore di maggioranza e Ncd e i quattro astenuti di FI, lunedì il consiglio comunale di Perugia ha approvato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Tommaso Bori (Pd), con il quale si chiede di rivedere il sistema delle autorizzazioni per i locali pubblici del centro storico. Con l’ordine del giorno si impegna l’amministrazione (ormai la prossima visto che il 25 maggio si vota) ad introdurre una sorta di ‘patente a punti’, così come avviene in altre città come Torino o Firenze, con un pacchetto di regole chiare e condivise con i gestori. Se si sgarra, scatterà quindi la decurtazione dei punti. In più nel documento c’è l’impegno a rivedere il Piano economico-commerciale del centro storico, prevedendo la possibilità di far aprire locali (anche da ballo) purché siano «adeguatamente insonorizzati». Da ultimo, l’odg avanza la proposta di aggiornare la zonizzazione acustica delle piazze e delle vie del centro storico, con un piano specifico per le aree dedicate ai «locali di intrattenimento».

Caso Cartasegna Sempre lunedì il consiglio ha approvato con 24 voti a favore (maggioranza ed opposizione), tre astenuti (Pd) ed un contrario (Pd), anche la risoluzione della commissione Controllo e garanzia sull’ormai noto caso Cartasegna, l’ex avvocato del comune con una pensione da 600 mila euro all’anno. La risoluzione giudica tale cifra «una singolarità o un’anomalia resa possibile dall’aver “caricato” sull’ultimo anno di servizio spettanze professionali maturate negli anni precedenti, per cui pare necessario che i soggetti istituzionalmente titolari di competenze ne verifichino la legittimità». Il Cud 2008 dell’ex avvocato del Comune ammontava infatti a 876 mila euro, mentre la media dei dieci anni precedenti era inferiore ai 200 mila euro annui. Con l’atto si chiede poi a sindaco e giunta di «operare tempestivamente al fine di favorire la revoca dei patrocini legali conferiti». L’opposizione, il Prc e parte del Pd hanno ritenuto che la risoluzione rafforzi l’amministrazione ed elimini alcune storture, affermando chiaramente che certe vicende non devono più accadere, mentre i quattro che non l’hanno approvata non l’hanno fatto per il contenuto dell’atto, ma perché ritengono il testo non totalmente condiviso e con varie imperfezioni.

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