La cerimonia a Ramazzano in ricordo di Coniglio

di D.B.

Ogni giorno nel 2015 in provincia di Perugia ci sono stati oltre venti infortuni sul lavoro. Il dato è emerso mercoledì pomeriggio durante la seduta del consiglio comunale aperto dedicato ai temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. A fornire il dato Lorenza Nistri dell’Inail, che ha anche sottolineato come rispetto al 2011, quando gli infortuni furono oltre 12 mila, sia calato del 26 per cento. Un risultato che Nistri ascrive all’azione congiunta portata avanti da istituzioni e parti sociali. Meno positivi invece i numeri relativi alle malattie professionali, in crescita del 24 per cento rispetto al 2011, e in particolare quelle osteoarticolari. In crescita anche le patologie tumorali mentre complessivamente i settori più a rischio sono, nell’ordine, il manifatturiero, le costruzioni, i trasporti e l’agricoltura, con la prima causa di morte che è rappresentata dai mezzi in movimento.

Riattivare la consulta Nel suo intervento introduttivo il presidente dell’assemblea Leonardo Varasano ha parlato dell’importanza della Consulta sulla sicurezza, organo attivato anni fa all’interno del Comune ma attualmente poco utilizzato. Agli operatori presenti Varasano ha chiesto un giudizio e una disponibilità a collaborare in seno a tale organismo, giudicato importante da tutti gli intervenuti che ne hanno chiesto una piena riattivazione. Tra le proposte fatte nel corso della seduta c’è anche quella di Vincenzo Sgalla, segretario regionale della Cgil che dopo aver ricordato il fatto che l’Umbria si trova in testa alla classifica nazionale a proposito degli incidenti gravi, ha chiesto un accordo quadro a livello regionale con obiettivi e risorse certe. Potenziare le norme che già ci sono è invece quanto proposto da Andrea Galli dell’Ordine degli ingegneri, specialmente in tema di appalti, controllo della legalità, accesso alle banche dati e semplificazione.

Gli interventi Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Moressoni, del Collegio dei geometri, che ha avanzato al Comune l’idea di attivare negli appalti dei sistemi premianti (o viceversa penalizzanti), basati ad esempio sul numero degli infortuni o sulle risorse impiegate dalle imprese. Gianluca Cappellari di Confindustria ha sottolineato poi che «la cultura della sicurezza deve venire prima di ogni altra cosa. L’obiettivo di ridurre il numero degli incidenti sul lavoro lo si può ottenere puntando su alcune azioni: formazione, informazione, condivisione». Dal suo banco di consigliere il capogruppo dem Diego Mencaroni ha spiegato come i Comuni non abbiano possibilità di intervenire in modo diretto sulla materia, ma possono fare molto in termini di buone pratiche e di sensibilizzazione: «Formazione e prevenzione – ha detto – sono argomenti che vanno portati all’interno delle scuole per creare fin da giovani una cultura della sicurezza».

Varasano e Camicia A parlare è stata anche Cristina Rosetti del M5S che ha ribadito la necessità di far funzionare al più presto la consulta, invitando poi l’ente a far propri gli spunti emersi nel corso della giornata. In apertura di seduta invece Varasano ha ricordato la tragica more di Nicola Coniglio (al quale proprio mercoledì è stata dedicata una via a Ramazzano), avvenuta nel 2005; un evento dopo il quale il consiglio si è attivato facendo nascere poco dopo quella consulta oggi in panne ma comunque inserita tra gli organismi indispensabili dell’ente: «Da allora – ha detto il presidente – questo interesse è, purtroppo, un po’ scemato; per questo il consiglio comunale ha deciso di attivarsi nuovamente per tenere alta l’attenzione sul tema». A ricordare i fatti del 2005 è stato anche il consigliere Carmine Camicia, promotore del consiglio aperto su questo tema: «Si disse, in tale occasione, che la morte di Coniglio doveva essere l’ultima, ma non è stato così. Ciò – ha detto – a causa della responsabilità di tutti, dalle istituzioni, ree di aver mostrato scarsa attenzione, alla consulta partita bene, ma poi naufragata, per arrivare agli addetti al lavori. Per questo oggi è giunto il momento di rialzare il livello di guardia».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.