di Daniele Bovi
Un via libera pieno, anche se una parte della struttura dovrà imparare a convivere «con il rischio idraulico indotto». Nei giorni scorsi la Conferenza dei servizi ha dato il proprio ok, nel corso di un riunione negli uffici comunali, al progetto che prevede la realizzazione della nuova chiesa e del complesso interparrocchiale di Ponte della Pietra. Un’opera intorno alla quale nei mesi scorsi si è giocata una battaglia molto dura fra le tre parrocchie (Ponte della Pietra, Bellocchio e Prepo) che lamentano da anni la mancanza di spazi adeguati e una parte del quartiere e del consiglio comunale. Alla fine, anche grazie alla mediazione della vecchia amministrazione, il «Beato Giovanni Paolo II», che consiste nella nuova chiesa, nell’oratorio e nel complesso di strutture sportive (compreso il campo di calcio a 7 dove si potranno allenare le giovanili del Ponte della Pietra) che sorgerà là dove c’è il campo da calcio del la squadra locale (un terreno di proprietà delle parrocchie) si farà.
LA CARTINA CON IL PROGETTO
LA VICENDA
Progetto Il progetto dovrebbe essere presentato alla città nei prossimi mesi quando tutta la documentazione, anche da parte della Cei che ha messo sul piatto una cifra consistente, sarà pronta. Un’opera, come contestato a più riprese dagli oppositori, che sorgerà su un’area classificata a «rischio idraulico elevato» e, proprio per questo, il pacchetto di prescrizioni messe nero su bianco da parte dei tecnici della Provincia è consistente. In primis la ditta dovrà dichiarare di «accettare di convivere con i rischi»: «L’istante – scrivono infatti i tecnici provinciali – è consapevole che la realizzazione delle opere in una zona qualificata come a rischio idraulico espone potenzialmente le opere medesime ai danni discendenti da un possibile evento idraulico avverso».
FOTOGALLERY: I LUOGHI INTERESSATI
L’APPROVAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE – VIDEO
Le prescrizioni Gli spogliatoi poi dovranno essere messi in sicurezza con dispositivi antiallagamento e i gestori del complesso dovranno concordare, con il Comune, una procedura da seguire in caso occorra affrontare un’ipotetica piena e mantenere in futuro tutte le opere realizzate in perfetto stato. I tecnici della Protezione civile inoltre hanno stabilito che «prima del rilascio del titolo abilitativo i proprietari dovranno prestare apposita dichiarazione inerente la presa d’atto di convivere con il rischio idraulico indotto». Da ultimo poi i gestori saranno tenuti a tenere d’occhio i bollettini meteo della Regione: in caso palazzo Donini emetta infatti «avvisi di moderata ed elevata criticità legata a fenomeni meteorologici ed idrologici», ovvero quelli classificati rispettivamente con codice arancione e rosso, le aree verdi, gli impianti sportivi e quelli ricreativi andrebbero chiusi al pubblico.
Twitter @DanieleBovi
