Una presa in carico congiunta delle persone fragili fornendo servizi come mensa, ristoro notturno, potenziamento delle capacità personali, l’invecchiamento attivo, la lotta alla povertà educativa e molto altro. Sono questi alcuni delle azioni più importanti al centro del protocollo tra Comune di Perugia e Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve; il documento, volto a rafforzare la collaborazione tra le due realtà con il fine di fornire intervenenti e servizi ai più bisognosi, è stato presentato venerdì a Palazzo dei Priori nel corso di una conferenza stampa.
L’intesa Il protocollo, firmato nella sala Rossa, punta a consolidare una collaborazione che sul territorio è attiva da oltre dieci anni. Comune e Caritas intendono integrare e coordinare il proprio lavoro per rendere più efficace la risposta ai bisogni delle persone in condizioni di povertà, fragilità sociale o esclusione. L’intesa avrà durata quinquennale, con possibilità di rinnovo per altri cinque anni, e introduce un sistema condiviso di progettazione, realizzazione e monitoraggio degli interventi dedicati alle fasce più vulnerabili.
Prossimità L’accordo mira a costruire un modello di lavoro comune fondato sulla prossimità, sulla responsabilità condivisa e sul coinvolgimento diretto di istituzioni pubbliche, Terzo settore e reti di comunità. La persona, soprattutto nelle situazioni di marginalità, diventa il centro dell’azione con percorsi individualizzati, interventi tempestivi e una stretta integrazione operativa tra servizi sociali comunali, volontariato e realtà ecclesiali. Particolare rilievo assume la condivisione sicura dei dati necessari alla programmazione, elemento considerato decisivo per costruire risposte mirate e per monitorare l’efficacia delle azioni intraprese.
Le azioni I campi di intervento individuati sono ampi e attraversano gran parte delle emergenze sociali presenti in città. Tra questi figurano il contrasto alla povertà economica e al disagio materiale, l’aiuto alle persone senza dimora, la prevenzione delle situazioni abitative critiche e la promozione di nuove forme di accoglienza. Si aggiungono il sostegno ai bisogni sanitari, la distribuzione alimentare, le iniziative contro la povertà educativa e i progetti rivolti ai giovani. Una parte del protocollo riguarda anche il welfare energetico, con percorsi condivisi per facilitare l’accesso ai servizi essenziali, e il supporto alle persone detenute o coinvolte in misure di giustizia di comunità, in una logica di reinserimento e responsabilizzazione. Sono previsti inoltre interventi dedicati all’invecchiamento attivo e la costruzione di una piattaforma digitale per la raccolta e l’analisi dei dati utili alla programmazione dei servizi sociali.
Tavolo permanente Per dare continuità a questo impegno, le parti istituiranno un tavolo permanente di coordinamento, formato da rappresentanti del Comune, della Caritas e, quando necessario, da altri soggetti della rete territoriale. Il tavolo avrà funzioni di indirizzo e verifica delle strategie comuni. A questo si affiancherà un’équipe multidisciplinare incaricata del monitoraggio dei servizi e dei progetti attivi. L’accordo prevede anche la partecipazione congiunta a bandi di finanziamento, l’uso condiviso di spazi e risorse logistiche, il coinvolgimento della rete ecclesiale e del volontariato nelle attività di prossimità, oltre al rafforzamento dei tavoli tematici già esistenti, come quelli dedicati alla povertà e all’invecchiamento attivo.
Spera e Briziarelli L’assessora al Welfare Costanza Spera ha parlato di un lavoro nato da un confronto durato mesi e diventato ora un accordo stabile, ricordando il ruolo centrale della Caritas nella continuità dei servizi offerti alla cittadinanza fragile: «Per me – ha detto – Caritas ha rappresentato da subito un punto di riferimento prezioso e una comunità dove ritrovarsi e confrontarsi per favorire un’evoluzione dei servizi». Don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, ha definito l’intesa un’occasione per costruire risposte condivise in una fase storica complessa ma ricca di risorse e volontari che ogni giorno scelgono di dedicare tempo alle persone in difficoltà: «Questo accordo – ha sottolineato – è un prenderci per mano ed abbracciarci per costruire percorsi comuni volti a ridare autonomia alle persone fragili che incontriamo tutti i giorni». Presenti all’incontro anche le dirigenti del Comune Roberta Migliarini e Adelina Trotta, il direttore generale dell’ente Roberto Gerardi e Silvia Bagnarelli (assistente sociale di Caritas).
